Acquedotto, il progetto non si ferma. E i sindaci: «Va cambiato il tracciato»

Centro Valle Intelvi: nessun ripensamento da Como Acqua per i lavori di posa delle condotte. Cantiere aperto da marzo, ma per gli amministratori c’è il rischio di paralizzare il traffico

Centro Valle Intelvi

Nessun ripensamento da parte di Como Acqua sulla modifica del progetto per la posa della condotta dell’acquedotto dal lago che dovrebbe transitare sulla strada provinciale 13. L’amministratore delegato di Como Acqua Enrico Poliero ha chiamato a raccolta tutti i sindaci del territorio con una riunione indetta mercoledì sera nella sede della Comunità Montana a San Fedele dove il progetto è stato presentato nella sua fase esecutiva.

Si tratta di un progetto di grande importanza senza il quale renderebbe problematica la captazione dell’acqua dal lago ad Argegno che va ad alimentare i bacini di raccolta dei comuni di Centro e Bassa Valle Intelvi.

Secondo il documento la provinciale resterà chiusa dalle 8 alle 15 e il traffico deviato sulla provinciale 15. Per il sindaco di Centro Valle e presidente della Comunità Montana Lario Intelvese Mario Pozzi «il progetto riveste importanza strategica e va fatto. Senza quel tubo nella stagione estiva o nei periodi di siccità mezza Valle Intelvi resterebbe senz’acqua. Ma occorre trovare una soluzione alternativa alla chiusura della provinciale, cosa che Como acqua non ha fornito. E’ rimasta ferma nella sua decisione iniziale. Ci devono spiegare come mai non può essere utilizzato l’attuale tracciato e perchè non utilizzare le strade comunali fino al cimitero , o al limite lavorare di notte con una squadra aggiuntiva».

Sulla stessa linea anche il sindaco di Alta Valle Marcello Grandi: «Ho chiesto- spiega Grandi -di farci pervenire una relazione scritta riguardante il mancato utilizzo dell’attuale tracciato. Poi il perchè non si è pensato al tracciato comunale e ancora la possibilità di un cantiere notturno. Infine per rispetto di tutti i cittadini deve essere indetta una pubblica assemblea dove dovranno essere discusse tutte le motivazioni che hanno portato alla chiusura della Sp 13».

Deciso il “no” alla chiusura il sindaco di Dizzasco Aldo Riva: «Premetto che io sono favorevole alla nuova posa della condotta idrica, ma non sulla provinciale. Si dovrà utilizzare la tratta attuale oppure il transito sulle strade comunali. Ci facciano pervenire una relazione del geologo che ci spiega il perchè non si possa fare».

Per un percorso alternativo sono anche i sindaci di Laino e Cerano, mentre il sindaco di Schignano Ferruccio Rigola andrebbe bene anche la presenza dei movieri per garantire lo scorrimento del traffico senza provocare ingorghi o disagi alla popolazione.

Un progetto che ha trovato una decisa opposizione del comitato ambientalista il Calicanto , dei cittadini e delle attività imprenditoriali per le gravi ripercussioni che si avrebbero sulla viabilità che prevede la chiusura della Sp 13 dalle per 4 mesi e la deviazione sulla Sp 15, che viene ritenuta non adatta a reggere il volume di traffico- si parla di 6 mila veicoli- per strettoie lungo il percorso. Il cantiere, secondo i tecnici di Como Acqua dovrebbe essere aperto nel mese di marzo. Si tratta del primo lotto.

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