Addio a Simone: «Eri pieno di vitalità»

Lenno Folla immensa al funerale del ragazzo di 19 anni che ha perso la vita il 28 febbraio in un incidente a Porlezza. Don Italo Mazzoni: «Le lacrime versate in questi giorni sono amore: ferito, spaventato, arrabbiato, ma sempre amore»

Se le parole, come recita un vecchio adagio, sono destinate a rimanere scolpite nella pietra, quelle pronunciate ieri mattina dal parroco don Italo Mazzoni (al suo fianco don Ferruccio Ortelli) permetteranno di conservare un ricordo forte e nitido di Simone Argenti, il ragazzo di 19 anni di Tremezzina che sabato scorso ha perso la vita in un tragico incidente in moto a Porlezza, lungo la Regina.

Stare insieme

«Tutte le lacrime versate in questi giorni sono amore, ferito, spaventato, arrabbiato, ma pur sempre amore - l’incipit dell’omelia del parroco di Lenno -. Tutti gli abbracci dati in questi lunghi otto giorni, dall’incidente al funerale, sono il nostro bisogno di stare insieme».

E il primo pensiero di don Italo Mazzoni di fronte a una chiesa in quel di Lenno gremita già mezzora prima della cerimonia funebre - chiesa in cui i tanti fiori bianchi (colore simbolo della purezza e dell’innocenza) hanno rappresentato il tratto dominante - è andato alla famiglia. «Carissima famiglia di Simone, vi abbracciamo tutti», ha detto il parroco di Lenno rivolgendosi a papà Matteo, a mamma Ramona, al fratello minore Marco e così agli zii, ai nonni ed alla nonna bis centenaria.

E’ stata una settimana difficile per tante comunità, unite nel dolore - profondo - dato dalla scomparsa prematura di un ragazzo «pieno di voglia di fare, sempre attivo, appassionato dei suoi hobby». Un ragazzo per il quale era iniziata la stagione del lavoro, avanti e indietro dalla vicina Svizzera.

Lì si stava recando sabato mattina, quando - sempre utilizzando le parole del parroco di Lenno - «in un istante ha perso la vita per un tragico incidente». Quella di ieri è stata una mattinata di lacrime e preghiere, di abbracci - intensi, prolungati e che hanno accomunato generazioni diverse tra loro - e di vicinanza ai genitori, al fratello ed ai familiari tutti di questo ragazzo di 19 anni, che sapeva farsi apprezzare, con il suo sorriso e la sua intraprendenza.

In tantissimi hanno voluto esserci ieri mattina dentro e fuori la chiesa parrocchiale di Lenno e così al cimitero dove in cielo sono stati liberati - da familiari e amici - palloncini bianchi, il cui “volo” è stato salutato con un applauso. E’ toccato al fratello Marco liberare il primo palloncino.

Anche le istituzioni hanno voluto dimostrare la vicinanza a questa famiglia che a lungo ha abitato a Masnate di Lenno prima di trasferirsi a Mezzegra. C’erano tra le tantissime persone presenti il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra e così i primi cittadini di Colonno ed Argegno e con loro diversi amministratori comunali insieme al direttore e ad una rappresentanza di Confcommercio Como. Con loro anche il comandante della stazione carabinieri di Tremezzina, il maresciallo Valentino Diotaiuti ed il comandante della polizia locale Massimo Castelli.

Tantissimi giovani

Una citazione d’obbligo va infine ai tantissimi giovani che in questi lunghi otto giorni hanno avvolto in un lungo e intenso abbraccio la famiglia Argenti. Anche a loro ha dedicato un pensiero don Italo Mazzoni. «Vi siete mossi per esserci di persona a ricordarlo, per stare insieme, qualcuno tra voi per pregare - le sue parole -. Vi dico, pregare è importante. Aiuta voi. Aiuta chi soffre. Nessun dolore rimanga senza Dio». Simone Argenti lascia un ricordo in tutti quelli che l’hanno conosciuto. Ricordo che ciascuno conserverà nel proprio cuore.

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