Cronaca / Lago e valli
Giovedì 08 Gennaio 2026
Alluvione, rientrano tre sfollati. «Ma siamo senza difese»
Torno Si attende l’ultimo ok per i lavori di messa in sicurezza, frenati per mesi dalla burocrazia. Ci sono ancora 13 persone fuori dalle loro abitazioni
Torno
«ltre tre persone hanno potuto far rientro a casa. Peraltro non abbiamo più nostri cittadini in hotel. Resta il fatto che in caso di nuove e abbondanti precipitazioni siamo ancora senza difese, a causa della troppa burocrazia e dei tanti, troppi cavilli».
Diretto come sua consuetudine il sindaco Rino Malacrida lancia l’ennesimo campanello d’allarme legato ai ritardi per l’inizio dei lavori di messa in sicurezza della Valle di Pedegola, che sarebbero dovuti iniziare da tempo, ma che sono ancora fermi complice «la miriade di adempimenti burocratici cui bisogna ottemperare».
La situazione
«Mi auguro che il primo lotto dei lavori - da 300 mila euro - possa partire entro fine gennaio - rimarca il primo cittadino -. Una volta mitigato il rischio di nuovi e importanti dissesti, potremo far rientrare a casa le tredici persone che non possono tornare nelle rispettive abitazioni, a fronte ovviamente di un professionista che certifichi il cessato pericolo».
Già ad inizio novembre, il sindaco di Torno aveva lanciato attraverso il nostro giornale un allarme circostanziato circa i ritardi nei lavori di messa in sicurezza dovuti ai tempi pachidermici della burocrazia. Superato lo scoglio della Soprintendenza, ora manca all’appello un ultimo passaggio burocratico in Regione Lombardia, con cui - come rimarca il primo cittadino - «i rapporti sono costanti e settimanali».
Regione che peraltro in due distinte tranche ha già riconosciuto i 350 mila euro - 150 mila spesi subito dopo la prima delle tre alluvioni di settembre - destinati alla somma urgenza. «È bene essere schietti, pur senza generare al momento controproducenti allarmismi - la chiosa del primo cittadino -. Se dovesse piovere con una certa insistenza, non potremo far altro che assistere a nuove colate di fango. Ecco perché purtroppo le tredici persone ancora fuori casa non possono farvi rientro. Le lungaggini burocratiche ci stanno sfiancando. Sottolineo peraltro che il via libera della Soprintendenza è arrivato attraverso il tacito assenso, trascorse le tempistiche previste dalla legge. Sono stati e continuano ad essere mesi difficili per noi, nonostante la presenza costante di Regione Lombardia e i fondi sin qui stanziati dalla Protezione civile nazionale. Peraltro l’intero progetto di messa in sicurezza è pari a 2 milioni di euro. Una cifra per noi decisamente importante».
I timori
Dunque la corsa contro il tempo a Torno - così come a Blevio e negli altri Comuni colpiti dalle violente alluvioni (tre nel breve volgere di due settimane) di settembre prosegue, mentre - come più volte ricordato dagli stessi sindaci - i tempi della burocrazia non coincidono con quelli degli eventi meteo.
A questo proposito da metà della prossima settimana è attesa la prima perturbazione di questo 2026, che al momento vede pioggia piuttosto intensa attesa per mercoledì e giovedì. Tutto però potrebbe ancora cambiare da qui alla prossima settimana. Il livello di guardia resta comunque alto.
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