«Annegati, non è colpa del lago. Lo choc termico è il vero nemico»

Nesso Il dottor Colombo, storico medico di base ed ex presidente della Cri. Giovedì la tragedia del turista russo. Il sindaco: «Ma lì non ci sono pericoli»

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«La responsabilità sta nel comportamento di ogni singolo bagnante. Non vanno imputate colpe specifiche al lago. Lo choc termico ormai è una realtà specie a fronte di queste temperature torride».

È quanto afferma Valter Colombo, medico di medicina generale dal lontano 1981, già presidente della Croce Rossa di Cernobbio nonché attuale presidente del Consiglio comunale di Cernobbio. Il riferimento è al quinto annegamento dal 21 luglio in poi sul nostro lago, anche se non tutti sono imputabili allo shock termico o per dirla con un gergo in auge da qualche anno all’idrocuzione.

L’ultimo episodio

Giovedì mattina a perdere la vita è stato un turista russo di 37 anni, Dimitri Abramenko, il cui corpo è stato individuato ormai senza vita a sedici metri di profondità dai sommozzatori dei vigili del fuoco davanti al tratto di lago in frazione Careno. “Lì non ci sono pericoli. Capisco fosse avvenuto in zona Ponte della Civera, dove i nostri divieti vengono quotidianamente ignorati - rimarca il sindaco Massimo Morini -. C’è una bella spiaggia a Careno e mai si sono registrati problemi. Ora vedremo con i nostri uffici il da farsi per far sì che il feretro possa rientrare in patria. Sentiremo anche la fidanzata, comprensibilmente sotto shock visto che ha assistito all’annegamento”. La coppia soggiornava in un “b&b” di Blevio.

E’ chiaro che questo nuovo e grave episodio ha alimentato ulteriormente il dibattito sui comportamenti da tenere a fronte di un bagno o anche solo un tuffo nel lago. «Il nervo vago incide in queste dinamiche. Causa una rapida diminuzione del battito e della pressione, con conseguente perdita di conoscenza - rimarca Valter Colombo -. Il detto popolare in base al quale “al lago non bisogna mai dare confidenza” con queste temperature sempre più torride deve diventare un imperativo. Sintetizzerei il concetto con un “no” ai tuffi. Meglio entrare gradualmente, bagnandosi gambe, braccia, polsi e collo. Tenendo conto anche di un altro aspetto e cioè che a pochi metri dalla riva il lago raggiunge importanti profondità».

L’altro concetto di fondo è che «è importante imparare a nuotare sin da piccoli, anche se purtroppo nel caso di Nesso non è servito a salvare la vita a un turista che aveva scelto di trascorrere le vacanze sul lago di Como».

Un tempo - sottolinea ancora Valter Colombo - «si parlava genericamente di congestione. Oggi a fronte di questo progressivo cambiamento climatico le dinamiche sono anche altre. Ciò premesso, il nuoto è importante per la salute psicofisica nonché come terapia riabilitativa dopo interventi chirurgici. Con il lago però serve cautela».

«Serve cautela»

Il giorno dopo quanto accaduto davanti a Careno, il sindaco Massimo Morini ci ha tenuto ad esprimere «la vicinanza e il cordoglio della comunità di Nesso alla famiglia ed alla fidanzata del turista che giovedì mattina ha presso la vita nel tratto di lago che insiste sul nostro Comune».

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