Cronaca / Lago e valli
Sabato 14 Febbraio 2026
Bei e Brut ancora in piazza: oggi rivive il carnevale di Schignano
Schignano Una passione che si tramanda di generazione in generazione, come nel caso della famiglia Peduzzi, dal bisnonno al nipote di 2 anni
Schignano
Ci sono tanti motivi per cui il Carnevale di Schignano - con le sue maschere lignee - che torna oggi e martedì a partire dalle 13.15 si è ritagliato un posto d’onore dentro le più antiche tradizioni della Lombardia e dell’arco alpino.
Uno di questi motivi è legato alla passione che si tramanda di generazione in generazione. Una prova tangibile l’ha data in questi giorni la famiglia Peduzzi - cognome diffusissimo a Schignano, da qui il soprannome “Cai” quale tratto distintivo - che con il piccolo Leonardo, 2 anni e mezzo (figlio di Denise Peduzzi), è giunta alla quarta generazione “in maschera”.
La “Ciocia”
E così Carlo Peduzzi, 65 anni compiuti mercoledì, ha indossato come ogni anno butasc e maschera da “Bel” accanto ai figli Alessandro (anch’esso vestito da Bel) e Daniel (con butasc e maschera da Brut). Insieme a loro il piccolo Leonardo, due anni e mezzo che oltre a indossare butasc e maschera da Bel già domenica ha sfilato durante il Carnevale dei Bambini accanto a papà Valentino Benedetti, a sua volta vestito da “Ciocia” (con una deroga rispetto all’abituale maschera da “Bel”).
«E’ una bella emozione vedere tre generazioni una accanto all’altra così appassionate al nostro Carnevale - fa notare Carlo “Cai” Peduzzi -. Il ricordo va a mio papà Alessandro “Cai” Peduzzi, classe 1925, che aveva il Carnevale di Schignano nel proprio “dna” e di cui conservo una foto in bianco e nero vestito da Bel. Con lui le generazioni sarebbero state quattro».
Un altro segnale della passione che accompagna dalla notte tra il 5 e il 6 gennaio - quando il Carnevale di Schignano raccoglie il testimone dalla “Vegèta” (riservata ai neodiciottenni) - è arrivato giovedì sera quando è andata in scena una “mascaràda” (o sfilata) per le vie di Occagno con numeri quanto a “Bei” e “Brut” presenti che raramente si erano visti in questi anni il giovedì grasso. Un plauso a chi ha animato questa bella serata, inclusa la “Fughèta” che con le sue intonate note ha accompagnato le due figure simbolo del Carnevale.
Ora l’attenzione è tutta rivolta a questo sabato speciale, atteso un anno intero a Schignano, dove Bei, Brut e così la Ciocia (l’unica figura parlante del Carnevale di Schignano) e insieme a loro i Sapeur e la Sigurtà - ricordando nuovamente la presenza insostituibile della “Fughèta” - animeranno le frazioni di Occagno, Retegno e Auvrascio.
Il consiglio è di raggiungere Schignano con il giusto anticipo, approfittando delle diverse proposte (anche gastronomiche) presenti in paese, con la provinciale 15 di Erbonne che chiuderà nel tratto interessato dalla sfilata tra le 13 e le 17. Sfilata che secondo tradizione (il manifesto completo è disponibile sui profili social del Comune di Schignano) partirà da piazza San Giovanni alle 14.30 ad Occagno per raggiungere Auvascio e per poi tornare - attraverso Retegno - verso Occagno, dove è prevista la chiusura davanti alla scuola dell’infanzia.
Come arrivare
Per chi raggiungerà Schignano dalla tarda mattinata in poi il consiglio è anche di visitare (tra le 13 e le 18) la mostra fotografica e video ospitata presso la Società di Mutuo Soccorso di Retegno a firma del fotografo Andrea Priori e dell’artista mascheraio e decoratore Luca Passini, che daranno vita «a un dialogo tra immagini, video e maschere lignee». Martedì si replica, con la particolarità che già dall’alba i “Bei” con le lanterne risveglieranno il paese.
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