Betonaggio in Valle. Il “No” all’impianto parte con 650 firme

Castiglione Intelvi Servirà al cantiere della variante. I cittadini chiedono garanzie su impatto e ubicazione. Il sindaco: «Incontro pubblico in Comunità montana»

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Con oltre 650 firme raccolte in tre giorni è formalmente ripartito il dibattito sull’installazione dell’impianto di betonaggio al servizio del materiale di scavo in uscita dal portale sud di Colonno della variante della Tremezzina.

Impianto che - lo ricordiamo - non avrà più sede nell’ex cava Citrini di Castiglione d’Intelvi (dopo la mobilitazione del Comitato “Amici del Faree e della Valle” guidato dall’ex direttore generale di Csu Marco Benzoni) bensì accanto al distributore di carburante sempre a Castiglione d’Intelvi. Nonostante tutte le autorizzazioni e le rassicurazioni del caso - il sindaco di Centro Valle Intelvi Mario Pozzi ha a più riprese chiesto e ottenuto da Anas (e impresa) garanzie su più livelli per l’impianto, incluso il fatto che «a Castiglione non verranno conferiti materiali contenenti inquinanti» - attraverso il portale intelviradar.it sono stati posti importanti interrogativi anche sulla seconda e definitiva ubicazione dell’impianto, funzionale alla lavorazione ed al successivo riutilizzo dei materiali in uscita da Colonno.

L’impianto è deputato anzitutto alla produzione di calcestruzzo. Al momento ad attivarsi è stato un gruppo di cittadini che ha portato all’attenzione delle istituzioni due ordini di problemi connessi alla realizzazione dell’impianto, il primo di natura ambientale e il secondo legato all’impatto del traffico sulla provinciale 13 della Val d’Intelvi.

Attraverso intelviradar.it sono stati formulati undici quesiti in attesa di risposta, che vanno dal flusso giornaliero dei camion alla necessità di ottenere garanzie sulla distanza dell’impianto da case e strada. Un altro quesito riguarda la quantità d’acqua necessaria a far funzionare l’impianto, tema di stretta attualità a fronte anche della carenza idrica registrata dalla Val d’Intelvi in questi mesi estivi.

Necessario secondo il gruppo di cittadini “un confronto pubblico”, ricordando che l’impianto sarà realizzato dal Consorzio Sis che ha in essere i lavori della variante e che la stazione appaltante della variante è Anas.

Ieri il sindaco Pozzi - che ha seguito passo dopo passo l’iter per la nuova ubicazione dell’impianto (previo via libera della relativa Conferenza di servizi con tutti i pareri e le prescrizioni del caso, è bene rimarcarlo) - ha fatto sapere che «dopo un confronto anche con il prefetto Corrado Conforto Galli e il presidente provinciale Fiorenzo Bongiasca l’incontro pubblico si terrà e la sede pur con i limiti di spazio sarà quella della Comunità montana Lario-Intelvese. Prima però occorre attendere il Tavolo di regia di cantiere, in cui siedono anche Anas e impresa, già convocato a Menaggio per il 5 ottobre. Giusto prima avere un nuovo aggiornamento da Anas e impresa, con cui peraltro più volte mi sono confrontato. La scelta dell’area attigua al distributore è stata ponderata anche in relazione al fatto di accorciare il tragitto dei mezzi di cantiere».

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