Blitz dei carabinieri: stretta sul caporalato nell’Erbese

L’indagine. Controlli in un’azienda agricola: sospesa l’attività ed elevate sanzioni per oltre 20 mila euro. Tra le irregolarità, norme sulla sicurezza violate e un lavoratore senza permesso di soggiorno

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Pognana Lario

Prosegue l’opera di contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento lavorativo nella provincia comasca. Nell’ambito di un servizio coordinato mirato al contrasto del fenomeno del caporalato nel comparto agricolo, i Carabinieri della Stazione di Pognana Lario, affiancati dai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Como, hanno effettuato un’ispezione ad ampio raggio presso un’azienda agricola situata nel territorio dell’Erbese.

L’operazione, condotta nella giornata del 31 agosto 2026, ha portato a galla diverse e gravi irregolarità nella gestione del personale e nel rispetto delle normative antinfortunistiche. A conclusione delle prime verifiche, i militari hanno denunciato a piede libero la legale rappresentante della società, una donna di 52 anni, accusata di inosservanza delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre che di violazioni legate all’occupazione del personale.

Nel corso delle verifiche dettagliate all’interno del sito operativo, gli ispettori dell’Arma hanno riscontrato specifici inadempimenti legati alla prevenzione e alla tutela dei dipendenti: in particolare, è stata contestata l’omessa formazione obbligatoria di un lavoratore e l’impiego di un altro dipendente senza la preventiva esecuzione della prevista visita di idoneità sanitaria.

A quadro già compromesso si è aggiunta la presenza di un lavoratore extracomunitario risultato sprovvisto del regolare permesso di soggiorno. Per quest’ultimo è scattato l’invito formale a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Como al fine di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale.

La gravità del quadro emerso ha fatto scattare l’immediata adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Parallelamente, a carico della titolare sono state comminate ammende e sanzioni amministrative per un valore complessivo che si aggira intorno ai 20mila euro.

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Como arriva la conferma che le attività di prevenzione e repressione del lavoro nero e dello sfruttamento proseguiranno con determinazione anche nei prossimi mesi. L’azione s’inserisce in una strategia d’intervento continuo condotta in stretta sinergia con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori ed erigere un argine solido a garanzia della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro del territorio.

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