Clooney si racconta davanti a migliaia di studenti: «Ora vivo in Francia, lì non ci fotografano»

L’evento L’attore e proprietario di Villa Oleandra a Laglio è stato ospite a Cuneo per parlare di diritti umani. Dalle parole contro Trump allo stimolo ai giovani. Poi il riferimento alla privacy, pur senza citare il Lario. Il video

«Io e la mia famiglia ora viviamo nella Francia meridionale, i miei figli vanno a scuola lì, di fatto nessuno li disturba e fotografa. Trump? Qualcuno lo sostiene e va benissimo, ognuno ha le proprie idee, ma minacciare di far finire una civiltà è un crimine di guerra».

L’incontro

Non ha usato giri di parole George Clooney, davanti a una platea di circa tremila studenti al Palazzetto dello sport di Cuneo. Un’occasione più unica che rara quella di incontrare l’attore americano con casa a Laglio dal 2002, considerando che le uscite ufficiali in pubblico sono assai rare, meno che meno in Italia.

L’occasione è stata quella dell’evento “Dialoghi sul talento”, organizzato dalla Fondazione Crc con la Clooney Foundation for Justice e il supporto di “Collistioni”. Clooney è stato l’ospite d’onore e ha parlato proprio di diritti umani, considerando che da anni si batte in prima persona con la moglie Amal per la causa.

Nessun riferimento a lago di Como, quantomeno non diretto anche se dalle sue parole si è capito come la privacy, in quel di Laglio, sia garantita solo fino a un certo punto. Quando Ella e Alexander, che ora hanno otto anni, erano da poco nati, un paparazzo aveva infatti scattato delle immagini che avevano mandato su tutte le furie papà George, disposto a fare di tutto per proteggerli dal clamore mediatico. Cosa che, al momento, pare essere garantita solo in Francia, dove la famiglia ha trasferito la residenza e dove i bambini frequentano la scuola.

Non sono invece mancate, come detto, riflessioni sull’attuale situazione geopolitica, in particolar modo le minacce di Trump all’Iran.

«Sono preoccupato per la Nato, ha fatto sì che l’Europa ma anche il resto del mondo fossero al sicuro - ha proseguito l’attore -. Smantellare un’istituzione come questa mi preoccupa. Oltre a molti errori, credo che gli Usa abbiano fatto anche tante cose straordinarie che sono rimaste».

L’ingresso di Clooney sul palco. Video di Daniela Colombo

Appello agli studenti

Quindi qualche riferimento alla propria carriera. «Quando ero giovane e non guadagnavo molto, ho imparato una cosa: sapevo che sarei sopravvissuto anche con pochi soldi. Dormivo nel ripostiglio di una casa, pagare l’affitto era un problema, ma non ho avuto paura. A un certo punto devi sostenere ciò in cui credi e devi dire chi sei: qualsiasi cosa in cui voi crediate, ci sarà sempre qualcuno che non è d’accordo, una voce contraria. Ma non si può lavorare per la libertà di parola e poi non accettare le critiche. Bisogna trovare il modo di migliorare il mondo e non silenziare l’opinione degli altri».

E ha concluso con un appello ai giovani: «Fallire non è negativo. Non si può avere successo senza aver sperimentato l’insuccesso. Non è questo il problema, lo è il rimpianto. Se non ci provate, se non andate dietro ai sogni e alle cose importanti, alla mia età vi guarderete intorno e direte che è troppo tardi. So che ci sono tante sfide, ma guardandomi intorno ho speranza che voi riuscirete a trovare le risposte. La nostra generazione è un po’ ingessata, abbiamo bisogno delle vostre idee».

Clooney ha anche rivendicato il lavoro della sua fondazione, dicendosi orgoglioso di aver contribuito alla liberazione di oltre cento giornalisti detenuti nel mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA