Como, in Ca’ d’Industria arrivano i Nas: «Ma è tutto in regola»
Nessuna criticità rilevata. Resta il problema della carenza di personale
Como
Controlli dei Nas a Le Camelie, la Ca’ d’Industria di via Bignanico: «E’ tutto in regola», ma resta il problema della carenza di sanitari.
Domenica mattina il nucleo anti sofistificazioni e sanità dei carabinieri ha effettuato un controllo nella Rsa cittadina volendo verificare il rispetto delle norme a proposito dell’assistenza sanitaria offerta agli ospiti anziani. Un fatto che ha destato qualche timore tra i familiari e gli operatori.
La prima premessa da fare è che i controlli dei Nas nelle Rsa non sono così sporadici, anzi sono diventati sempre più frequenti, in particolare dopo il caso di Dizzasco. I maltrattamenti e le successive condanne scattate alla residenza per la terza età Sacro Cuore hanno alzato l’asticella dell’attenzione da parte delle autorità e delle forze dell’ordine. Il secondo e più importante dato che evidenzia la stessa Ca’ d’Industria è che i controlli non hanno rilevato problemi o mancanze, dalla cucina alla farmacia, passando per le stanze: non sono state registrate criticità in spregio alle norme, verificati anche i documenti e le certificazioni in mano al personale in servizio.
E’ vero però che nelle ultime settimane proprio a Le Camelie è stato approntato un nuovo turno per fare fronte alla mancanza di operatori, in particolare nel periodo estivo delle ferie. Si è passati, per la gestione di alcuni nuclei, a due anziché tre sanitari impegnati nella cura degli ospiti. E’ di questo che hanno chiesto conto alcune famiglie alla fondazione ed è di questo che si lamentano gli operatori rimasti in organico. Sul punto oggi è atteso un confronto sindacale.
«Ma i controlli non hanno fatto seguito a rilievi, è tutto in regola, a norma – dice Marisa Bianchi, direttrice della Ca’ d’Industria –: non sappiamo le motivazioni che hanno spinto i Nas a fare questo sopralluoghi, come accade in molte Rsa di Como e provincia. Se sono routinari o se sono stati spinti da qualche segnalazione. Nel verbale però non sono inserite criticità o contestazioni».
Quanto al personale carente il problema non solo è cronico, ma ormai è annoso. La Ca’ d’Industria non ne ha mai fatto mistero, anzi a più riprese ha pubblicato appelli e annunci, rivolti al sistema sanitario e alle autorità politiche e istituzionali. «Anche in questi giorni abbiamo colloqui e incontri – dice ancora Bianchi –: la ricerca di personale è costante, continua, vale per gli infermieri come per gli operatori sanitari. Tuttavia riusciamo a coprire i turni per i servizi essenziali. Non sempre ce la facciamo a soddisfare gli alti standard d’assistenza che garantivamo in passato, la difficoltà è reale, eppure siamo oltre il livello imposto dalle normative, partivamo da ben sopra la media del territorio». L’assistenza si calcola per il quantitativo di minuti spesi per la cura di ciascun paziente.
A proposito di turni e carenza di personale, oggi è atteso un confronto in Ca’ d’Industria con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati contestano e chiedono chiarezza sul piano d’emergenza approntato e non ancora avviato per rimediare ai vuoti lasciati da eventuali operatori. Una novità riportata da queste colonne che ha destato qualche preoccupazione tra l’utenza.
Una stretta agli orari di lavoro che, per i sindacati, crea «ricadute sui carichi assistenziali, sulla tutela della salute dei sanitari e degli utenti; la riduzione del personale per nucleo e l’assegnazione a singoli operatori di più attività complesse appaiono suscettibili di determinare un incremento significativo degli oneri con ripercussioni sulla qualità dell’assistenza».
La Ca’ d’Industria, aperto il dialogo, cerca migliori soluzioni: tuttavia, nonostante offerte mirate di lavoro, benefit come un alloggio temporaneo e costi di formazione dati in rimborso, le candidature in tutto il comparto sanitario non sono mai sufficienti.
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