Da via Napoleona alla tangenzialina. Ospedale, la sagra delle promesse

Il caso Asst bussa, la Regione non risponde. E sul tavolo restano gli stessi nodi di 20 anni fa. A partire da quelli viabilistici (a San Fermo) fino a quelli legati alla destino del vecchio Sant’Anna

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Passati vent’anni, aperto il nuovo ospedale, i vecchi accordi per rilanciare l’ex Sant’Anna restano ancora nel libro dei sogni. In primavera l’Asst Lariana aveva chiesto alla Regione un aggiornamento, anche in previsione del possibile ampliamento del presidio di San Fermo, ma la risposta ancora si fa attendere. E non è una novità: «Anche noi, nel 2021, avanzammo la stessa richiesta – ricorda Marco Butti, ex assessore all’urbanistica – purtroppo su quel pezzo di città non è stato fatto alcun passo avanti. Di mezzo c’erano troppi enti con interessi diversi... Regione, Provincia, il Comune di San Fermo».

Buona parte degli edifici sulla collina di Camerlata sono a rischio crollo, quando dovevano essere in parte riqualificati, abbattuti oppure venduti. L’Asst Lariana, anche grazie al Pnrr, è riuscita ad aprire il nuovo ospedale di Comunità, ha rinnovato il vecchio centro di prenotazione, ma diverse palazzina sono ancora transennate. «In attesa del tavolo di confronto con tutti gli enti coinvolti da tale accordo, già richiesto da tempo per ridefinire la destinazione d’uso dell’area e avviare la programmazione degli interventi – rassicura l’Asst Lariana – a proposito del degrado di alcuni edifici si conferma la massima attenzione nella tutela della sicurezza di utenti e lavoratori». Manutenzioni e norme antincendio sono paletti costosi per i quali occorre spendere milioni. Nella ex neonatologia restano accatastate le decine di letti comprate per l’emergenza Covid. L’autosilo di fronte è sempre orfano dei reparti trasferiti.

Venendo al nuovo ospedale la promessa è quella di adeguare gli spazi costruendo un nuovo edificio grazie a un investimento da cento milioni di euro. È un progetto da mandare in porto nel quinquennio, ma non ancora a bilancio. Sarebbe però utile anche a risolvere anche l’annosa questione dei parcheggi, mai sufficienti, un altro argomento sul quale le promesse, nel tempo, si sono sprecate.

Pochi per esempio ricordano che all’epoca della costruzione dell’ospedale i patti prevedevano anche la realizzazione di una strada, una “tangenzialina”per collegare il parcheggio bipiano verso nord alla zona dell’azienda Canepa. Un allacciamento pensato per sgravare a sud il traffico alla rotatoria del centro commerciale, dove si formano a ogni cambio turno lunghe code. Garantita allora al Comune di San Fermo dalla Regione, i lavori sono stati contestati e poi affidati alla Provincia che però non ha mai messo mano al progetto, anche per presunti problemi tecnici, per esempio la vicinanza al torrente Seveso. «C’erano state delle contestazioni anche legali – ricorda il sindaco di San Fermo Pierluigi Mascetti – ma l’opera è lì, bisogna riprendere il filo». Un filo interrotto anni fa, dimenticato, mentre i problemi quotidiani restano sul tavolo. La sosta ai parcheggi dell’ospedale si paga sempre, sanitari compresi, con gli incassi che finiscono nelle casse di San Fermo.

«Il silenzio della Regione, le mancanze della Provincia, gli interessi di San Fermo e l’assenza della città di Como – ragiona Giuseppe Carrano, sindaco di Moltrasio per anni medico primario responsabile del presidio di via Napoleona – Penso che la responsabilità rispetto a quanto non è stato fatto sia tutta politica».

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