Dalla Russia a Bellagio per amore della nipote e per allontanarsi dalla guerra

La storia della famiglia Pervozvanskaya che ha deciso di lasciare il paese d’origine e ha trovato il proprio posto in una Bellagio meno turistica, quella dell’entroterra e di Cascina Gallasco

Bellagio

Dalla Russia all’Italia, per amore della nipotina e per allontanarsi da una guerra. Particolare la storia della famiglia Pervozvanskaya che ha deciso di lasciare il paese d’origine e, dovendo scegliere, ha trovato il proprio posto in una Bellagio meno turistica, quella dell’entroterra e di Cascina Gallasco.

Tatyana Pervozvanskaya e il marito Alexander Pervozvanskiy sono ora già parte della comunità: «La nostra storia inizia a San Pietroburgo, dove vivevamo nel pieno centro città: io, mio marito Alex e le nostre due figlie, Anna ed Elena. Amavamo profondamente la nostra città e non avevamo mai davvero pensato di trasferirci altrove. Ma, a un certo punto, il destino ha preso un’altra direzione».

Un cambiamento maturato nel tempo, iniziato quasi quindici anni fa, quando la figlia più giovane, Elena, ha scelto di venire a studiare in Italia. «Essendo anch’io musicista, ho capito subito la sua scelta: studiare canto nel paese dove è nata l’opera... cosa si può desiderare di più?». L’ammissione al Conservatorio di Milano, poi la decisione di restare per vivere e lavorare: da lì è nato un legame sempre più forte con l’Italia.

Negli anni successivi i viaggi della famiglia sono diventati sempre più frequenti, almeno una volta all’anno, spesso di più. «Abbiamo iniziato a conoscere questo Paese straordinario e poco alla volta è nata l’idea che un giorno anche noi avremmo potuto vivere qui». Un pensiero che affonda anche in radici lontane: «Il mio bisnonno era italiano, veniva da Verona. Alla fine dell’Ottocento si trasferì a San Pietroburgo, dove si innamorò della mia bisnonna e decise di restare. A volte mi sembra che, in qualche modo, sia stato lui a riportarci qui».

Intanto anche la figlia maggiore, Anna, aveva lasciato la Russia per studiare a Budapest. La famiglia continuava a ritrovarsi, tra aeroporti e viaggi, senza però ancora immaginare un trasferimento definitivo.

Poi è arrivato il 2022, e con esso la guerra. «È un tema doloroso per noi, che ancora oggi fatichiamo a raccontare. Le difficoltà nel poter vedere le nostre figlie sono aumentate ma erano nulla, naturalmente, rispetto alla tragedia della perdita di tante vite umane». Un passaggio che ha cambiato tutto, accelerando scelte rimaste fino ad allora sospese.

Nel 2023, in Italia, è nata la nipotina Flora. «Questo ha dato una direzione chiara alle nostre decisioni: sentivamo il bisogno di starle vicino, di essere presenti nella sua vita». Così è arrivato il trasferimento: da San Pietroburgo a Cascina Gallasco, sulle alture di Bellagio.

Qui la famiglia ha trovato molto più di una casa. «Abbiamo scoperto un luogo di straordinaria bellezza, ma soprattutto un senso di accoglienza profonda». Non la Bellagio delle folle e delle cartoline, ma quella più autentica, fatta di relazioni e quotidianità. «Non ci sentiamo né fuori posto né estranei, grazie ai nostri meravigliosi vicini e alla nuova famiglia italiana di nostra figlia».

Un nuovo inizio che si intreccia con passioni e talenti. Elena ha già calcato palcoscenici importanti, interpretando il ruolo di Rosina ne Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini al Teatro di Verona. La madre, invece, accanto alla musica coltiva una seconda attività: la selezione di primule auricole, fiori alpini che ora continuerà a studiare e far crescere anche in Italia. «In un certo senso – sorride – anche loro sono tornate più vicine alla loro terra d’origine».

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