Fontana e la variante:«A marzo la perizia,
avremo tempi certi»
Tremezzina Il governatore della Regione Lombardia ha messo un punto fermo al travagliato iter di cantiere: «Il materiale di scavo? Nel lago, come in Svizzera»
Cernobbio
«Entro la fine del mese di marzo la perizia di variante dovrebbe essere conclusa. A seguito della conclusione della perizia il Collegio Consultivo Tecnico darà i nuovi valori e i tempi per la consegna dell’opera».
Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana - al termine del doppio sopralluogo nell’ex cinema Volta e così nel cantiere aperto delle scuole di via Regina 17 a Cernobbio - ha messo un punto fermo (peraltro atteso) nel travagliato iter del cantiere della variante della Tremezzina, che se a Colonno è ripreso su ritmi tutto sommato accettabili, a Griante (località Ca’ Bianca) è fermo al palo da mesi. Al suo fianco l’assessore regionale Alessandro Fermi, che partecipa attivamente ai Tavoli sulla variante e sulla Regina.
La conclusione
«Finalmente siamo arrivati alla conclusione di questa storia, determinata da fatti assolutamente imprevisti e imprevedibili», ha rimarcato il governatore lombardo, accolto a Cernobbio nella prima delle quattro tappe del tour delle Aree interne dal sindaco Matteo Monti (con fascia tricolore) e così dal presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra, dal presidente della Comunità montana Lario-Intelvese Mario Pozzi e insieme all’assessore Alessandro Fermi dai consiglieri regionali Sergio Gaddi e Marisa Cesana.
Il presidente di Regione Lombardia ha aggiunto un’altra riflessione che sul territorio (sindaci in primis) ha dato adito ad un ampio dibattito. Riflessione legata allo smaltimento di una larga parte dei materiali di scavo in uscita dai portali della variante, Griante in primis.
Le dinamiche
«Ci sono dinamiche che lasciano perplessi su come poi abbiamo dovuto risolverle - le parole di Attilio Fontana -. Sono di Varese ed ho vissuto una situazione analoga per il collegamento ferroviario tra Arcisate e Stabio. In Svizzera il collegamento è arrivato tranquillamente sul confine, in Italia abbiamo dovuto fare i conti con bonifiche e traversie varie. In Svizzera gli stessi terreni sono stati utilizzati per i riempimenti».
Chiaro il riferimento al “no” fermo a conferire a lago una parte dei materiali di scavo, al contrario di quanto avvenuto almeno nella prima fase per i materiali in uscita dal secondo “tubo” autostradale del Gottardo tra Ticino e Uri, conferiti senza troppi intoppi nel lago dei Quattro Cantoni. «Ho seguito il dibattito sul conferimento dei materiali di scavo della variante nel lago - ha rimarcato il governatore lombardo - Torno al paragone con la Arcisate-Stabio, ribadendo che gli svizzeri hanno utilizzato i materiali di scavo per i riempimenti, com’era previsto in origine anche per noi. E non mi sembra che sul territorio svizzero vi siano stati casi di intossicazione da arsenico».
Tornando al futuro del cantiere della variante della Tremezzina, il presidente di Regione Lombardia si è detto «assolutamente convinto che adesso si sia messa la fine a tutto quanto necessario per portare avanti i lavori. Regione Lombardia terrà sempre alta l’attenzione. La variante della Tremezzina è un’infrastruttura di fondamentale importanza per il territorio».
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