Gnallo, gioiello da riscoprire: «Votateci come luogo del Fai»

Carlazzo Il recupero del borgo medievale è partito negli anni ’80. Il promotore: «Con 3mila preferenze avremo nuovi finanziamenti»

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Carlazzo

Gnallo è un piccolo borgo d’altri tempi. Le sue origini medioevali sono rimaste pressoché intatte perché nell’’800 la gente l’abbandonò e gli edifici furono destinati soltanto a uso agricolo, come stalle e fienili.

Ora c’è la possibilità di compiere un bel passo avanti nell’ambizioso progetto di recupero avviato negli anni ’80 grazie a un piano di recupero elaborato dal Comune di Carlazzo, dall’allora Comunità montana Alpi Lepontine e dall’associazione culturale Ararat Aps. Se Gnallo arriverà a 3 mila voti nell’ambito dei Luoghi del cuore del Fai, ci sarà l’opportunità di accedere a finanziamenti e magari di portare a termine i lavori di riqualificazione avviati in questi decenni.

Il promotore di tutto è Franco Caspani, che di Gnallo è letteralmente innamorato: «Si era partiti organizzando dei campi di volontariato internazionale con l’obiettivo di recuperare quattro fabbricati della parrocchia, al fine di creare una struttura ricettiva solidale per ospitare gruppi e famiglie. Il piano di recupero prevedeva l’impiego di pietre e materiali locali. Ad oggi a Gnallo hanno lavorato oltre 300 volontari, per 11 mila giornate complessive. La partecipazione a “I luoghi del cuore” – aggiunge Caspani – e anche un modo per farci conoscere».

Negli anni gli interventi hanno riguardato anche la piazza del borgo, che include la raffigurazione di due stelle tratte da un’icona bizantina della Vergine della Tenerezza e al cui interno si trova la cappella della Madonna delle Grazie con un affresco quattrocentesco, recuperata e consolidata. I finanziamenti dei “Luoghi del cuore” consentirebbero di completare i lavori alla piazza, alla cappella mariana e alla Casa dell’ospitalità rurale.

Un’antica mulattiera selciata tra muri a secco e terrazzamenti conduce a un borgo di pietra che sembra nascere dalla natura stessa. Gnallo sorge all’incrocio di due tra le più antiche vie di percorrenza: una radiale sud-nord che collegava Porlezza, centro religioso e amministrativo, ad alpeggi, miniere di ferro della Cavargna e importanti valichi verso la Svizzera; l’altra, di mezza costa, collegava i nuclei abitativi tra Menaggio e la Valsolda.

Nel Catasto Teresiano della prima metà del XVIII secolo Gnallo aveva un impianto insediativo identico a quello odierno, con l’unica eccezione della Cappella mariana, edificata nel 1902. L’affresco conservato al suo interno è però quattrocentesco e raffigura la Madonna in trono che allatta il Bambino.

«L’Amministrazione comunale segue con attenzione il recupero di Gnallo, borgo d’altri tempi – afferma il sindaco di Carlazzo, Antonella Mazza – I buoni propositi di Franco Caspani si sono già tradotti in confortanti risultati concreti e sarebbe davvero importante che il progetto scalasse la classifica dei “Luoghi del cuore” per fare un altro importante passo avanti nel recupero di un’autentica perla».

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