Hotel e Spa “Serenella” a Gravedona:
«Il paese non lo vuole»

Gravedona Discussa la petizione con 1.590 firme. «Scelta contestabile dal punto di vista paesaggistico». Il sindaco: «Fra 60 anni le opere saranno del Comune»

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La maggioranza ha portato in consiglio la petizione contro il piano di intervento alla Serenella, sottoscritta da ben 1.590 persone, e la discussione si è animata.

Il progetto di massima si aggira sui 7 milioni di euro e prevede il recupero del ristorante a lago abbandonato e un nuovo ristorante con maggior capienza, una moderna spa con piscina e, sull’altra sponda del torrente Liro, un capiente albergo di lusso che diventerà e resterà privato; i costi saranno tutti a carico di chi investe, chiamato a gestire anche la parte pubblica per sessant’anni.

«Metà paese contrario»

«Tenuto conto che i cittadini maggiorenni sono circa 3.500, significa che circa la metà è contraria al progetto – ha fatto notare il consigliere di minoranza Paolo Agostoni – . La vostra è una scelta miope, contestabile soprattutto dal punto di vista paesaggistico».

In aula c’era anche Sandra Riella, la cittadina che ha presentato la petizione, che per l’occasione sosteneva un cartello con la scritta “Serenella e piscine dei gravedonesi per i gravedonesi”.

«Il diritto dei cittadini di esprimere opinioni, preoccupazioni e proposte è un elemento importante della vita democratica di una comunità e anche in questo caso lo riconosciamo – ha dichiarato il sindaco, Cesare Soldarelli – Il piano per insediamenti turistico-ricettivi della Serenella è il risultato di un percorso avviato da tempo e sviluppato all’interno del pgt e comporterà anche la riqualificazione delle spiagge e delle aree verdi, la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali, spazi pubblici e parcheggi a servizio della collettività. Non sottrae affatto spazi pubblici e garantisce, a nostro avviso, uno sviluppo equilibrato e moderno del tessuto socio-economico». «È bene anche evidenziare – ha aggiunto il primo cittadino – come tutte le opere realizzate dal concessionario e da questo gestite, al termine del periodo di concessione rientreranno a pieno titolo nel patrimonio del Comune».

Ma l’opposizione non si è affatto lasciata convincere: «Dopo sessant’anni il Comune acquisirà dei beni ormai vetusti e se il privato investitore dovesse ritirarsi prima per mancato profitto, ci ritroveremo con una bellissima area a lago cementificata senza sapere che farcene – ha replicato Agostoni – Si tratta di un intervento fuori scala per Gravedona».

Strutture in disuso

L’altro consigliere di minoranza presente, Monica Pochintesta, ha sollevato un altro aspetto della questione: «In paese abbiamo strutture alberghiere in vendita e altre in disuso da tempo e ormai fatiscenti: se ne dovrebbe tener conto prima di autorizzare nuove costruzioni a scopo ricettivo».

Due differenti visioni, insomma, che dividono anche il paese: tra le firme della petizione ce ne sono anche di proprietari di seconde case, ma 1.590 non sono poche.

«Abbiamo fatto una scelta – ha chiosato Soldarelli – ed è bene ricordare che ogni intervento edilizio dovrà comunque passare al vaglio degli enti preposti alla tutela del paesaggio. Resta il nostro impegno a mantenere la massima trasparenza verso la cittadinanza e a seguire con attenzione l’iter progettuale, affinché gli interventi previsti siano realizzati nel pieno rispetto del paesaggio, dell’ambiente e dell’interesse della comunità».

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