Il Comune rivuole 90mila euro. Per 430 bollette pagate in più

Carate Urio I contatori non erano stati volturati a Como Acqua nel 2019. Riguardavano l’energia per azionare le pompe di sollevamento, ora l’accordo

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Vicenda curiosa e al tempo stesso complessa quella che ha visto protagonisti il Comune di Carate Urio e Como Acqua e che finalmente dovrebbe chiudersi in via definitiva tra questa settimana e la prossima.

Tutto è nato nel 2023 quando il sindaco Paola Pepe e il vicesindaco Tino Villa - quest’ultimo tra i decani degli amministratori del lago - si sono accorti che il Comune di Carate Urio «stava pagando bollette dell’energia elettrica che non erano di sua competenza». Questo perché «le stazioni di sollevamento e l’acqua sul nostro territorio nel frattempo - per dirla con il primo cittadino - erano passate dal 1° gennaio 2019 sotto la gestione di Como Acqua». «Il problema era dato dal fatto che i contatori non erano mai stati volturati e così abbiamo dovuto recuperare ben 430 bollette, ricostruendo quando indebitamente pagato dal 2019 ad oggi», rimarca Tino Villa, ricordando che l’attuale amministrazione è in carica dall’ottobre 2021.

È stato un lavoro paziente e importante, quello che alla fine ha portato il Comune a scrivere a Como Acqua chiedendo di vedersi restituito il dovuto, vale a dire circa 85 mila euro per il periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 28 febbraio 2026. Cifra nel frattempo aumentata in questi mesi e che ora supera i 90 mila euro.

Questo perché - lo ha confermato ieri il sindaco - la voltura dei cinque contatori ha avuto come data d’inizio quella dello scorso 1° agosto. Dunque dovrà essere recuperato l’importo sino al 31 luglio. Ulteriori aggiornamenti sono attesi già questa settimana o al massimo entro la prossima settimana. Va detto - e il Comune di Carate Urio l’ha rimarcato con tutta l’enfasi del caso - che Como Acqua ha instaurato un dialogo con il Municipio improntato alla massima collaborazione, tanto che la stessa Como Acqua ha riconosciuto «l’intero importo senza applicare la prescrizione quinquennale sui primi anni». Gesto che l’Amministrazione comunale ha molto apprezzato. A questo risparmio se ne aggiunge un altro strutturale pari a 13 mila euro. La somma complessiva confluirà nel bilancio comunale e servirà per la parte corrente.

«Finalmente ora è tutto chiaro - fa notare Paola Pepe - Il Comune pagherà solo quello che è di sua competenza. È stato un lavoro lungo e complesso, ma che restituisce a Carate Urio ed ai suoi cittadini soldi pagati per errore».

In questi giorni è emersa un’altra vicenda, di cui ha dato conto sempre il vicesindaco Tino Villa. Il Comune avrebbe dovuto introitare in questi anni altri 14 mila euro annui per la tassa relativa alle reti sotterranee. Il paradosso è che è stato lo stesso gestore a chiedere il motivo per cui non veniva richiesto il saldo del dovuto. «Saneremo anche questa situazione. Stiamo portando avanti i conteggi del caso - rimarca Tino Villa - A breve invieremo il computo totale. Un grazie va a tutti quelli che hanno collaborato e sta collaborando per chiudere entrambe le vicende».

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