Il New York Times celebra “Lakecomo”, un «luogo che incanta»
Turismo Dalle ville storiche all’eccellenza della seta La guida del quotidiano americano alle 36 ore ideali sulle rive del Lario: «Un’atmosfera vivace»
Lettura 1 min.«In una parola, il Lago di Como incanta». È un racconto positivo e coinvolgente quello che il New York Times dedica al Lario nella rubrica di viaggio “36 Hours”, costruendo l’ itinerario di un fine settimana tra ville, ristoranti, borghi, seta, imbarcazioni e giardini.
Il quotidiano americano descrive un lago incastonato tra acque e montagne, dove convivono grandi dimore e una lunga tradizione serica e nella costruzione di imbarcazioni. Un luogo che conquistò Stendhal e Shelley e che continua a esercitare un forte richiamo internazionale, anche se oggi l’atmosfera, osserva il giornale, è «vivace, lontana da suggestioni puramente letterarie». Da Como a Cadenabbia, nuovi ristoranti e hotel di lusso, tra cui Passalacqua, alimentano la crescita dei visitatori. Immancabile George Clooney, residente a Laglio e definito «ambasciatore involontario» del lago.
Le 36 ore cominciano dall’acqua. Il New York Times cita le barche artigianali di Ernesto Riva, realtà fondata nel 1771, i tour di Como Classic Boats sui motoscafi Riva d’epoca e, come alternativa, il servizio pubblico di navigazione. Per la prima cena la scelta cade su Una Finestra sul Lago a Carate Urio, apprezzata per panorama, cucina e carta dei vini.
Il sabato si apre a Casabianca, con Cova, galleria d’arte e suite: nella collezione della famiglia De Santis il giornale segnala opere di Anselm Kiefer, Marina Abramovic, Jannis Kounellis e Giuseppe Penone e arredi di Ico Parisi e Gio Ponti.
Poi Como, dal Mercato coperto, dove vengono citati il banco Casole Roccolo e la Bottega del Vino, al Duomo, Broletto, San Fedele, Pinacoteca Civica e Museo della Seta. Anche lo shopping entra nell’itinerario: Tessabit, A.Gi.Emme, A. Picci con foulard e cravatte in seta locale, Gioielleria Lopez e Vineria Vitani.
Per il pranzo le proposte sono La Fagurida a Tremezzo, con cucina della tradizione, oppure Figli di Fiori a Como. Il viaggio continua a Villa del Balbianello a Lenno e Villa Carlotta a Tremezzo, con una sosta al parco Teresio Olivelli, quindi Lenno, Campo, Villa Balbiano, l’Antiquarium di Ossuccio e l’Isola Comacina.
La domenica è dedicata ai centri indicati come alternativa alle località maggiormente interessate dall’overtourism: Brienno e Laglio, dove oltre al cantiere Ernesto Riva viene segnalato Da Luciano. Agli appassionati di barche d’epoca viene suggerito anche il Museo Barca Lariana di Pianello del Lario. Seguono Argegno, con la funivia per Pigra, e Nesso con l’Orrido e il Ponte della Civera. Ultima tappa il Crotto del Misto, fondato nel 1832, per la cucina di pesce di lago.
Ne emerge un Lario svelato non soltanto nella dimensione del lusso e delle grandi ville, ma nella trama diffuso di eccellenze che ne definisce l’identità. Un mosaico di hôtellerie, cultura, paesaggio che, secondo il New York Times, mantiene intatta la capacità del Lago di Como di «incantare».
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