Il vescovo sugli eccessi del turismo. «C’è tanta bellezza, va preservata»

Il dibattito Il cardinale Cantoni nella sua omelia ha toccato il tema del lago da tutelare. «In Vaticano mi chiedono spesso del Lario, la nostra comunità deve saper difenderlo»

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Brienno

Nel paese simbolo, insieme a Blevio, di come la furia del maltempo possa stravolgere in pochi istanti molte delle certezze maturate nel corso degli anni, il cardinale Oscar Cantoni - don Oscar com’è affettuosamente chiamato dalla gente del lago - durante la messa per il quarantesimo di sacerdozio di don Paolo Barocco ha toccato il tema dell’overtourism.

Lo ha fatto a metà dell’omelia con grande delicatezza, ma con parole destinate sicuramente a lasciare una traccia nel dibattito che si è innescato nel corso dell’ultima settimana sul Lario.

«Luoghi famosi nel mondo»

«Siamo invitati a seguire Gesù il quale nel Vangelo di oggi ha detto “ti rendo lode Padre, Signore del cielo e della terra”. Abbiamo tanti motivi di lode insieme a questi quarant’anni a partire dall’ambiente in cui viviamo - le parole del cardinale Oscar Cantoni -. Il riferimento è a questo lago, questo cielo, a questo luogo così famoso nel mondo».

Eccolo il riferimento ad un “brand” che ormai ha raggiunto tutti i confini planetari. «Torno da un’esperienza che ho vissuto a Roma con altri fratelli cardinali - ha poi aggiunto don Oscar -. Io dicevo “io vengo dal lago di Como” e tutti ammirati rispondevano “oh il lago di Como, ma che bello”. Cominciamo a lodare noi il Signore per questa bellezza che ci dona. E manteniamola questa bellezza, senza sfruttarla e sciuparla. Abbiamo tanti motivi per lodare il Signore. Ciascuno ha i suoi. Anche noi insieme possiamo lodare il Signore per la nostra famiglia, per la nostra terra e anche per la nostra comunità».

Il commento

Parole, come anticipato, destinate a lasciare il segno e che il parroco don Paolo Barocco ha così commentato.

«Credo che quel “manteniamo questa bellezza, senza sfruttarla e sciuparla” non abbia bisogno di altre sottolineature - ha rimarcato don Paolo Barocco -. Sicuramente una larga parte del nostro lago sta facendo i conti con quello che oggi viene chiamato overtourism. C’è il rischio che perdiamo una parte della nostra identità. Sicuramente il turismo porta un indotto economico non da poco. Serve il giusto equilibro. Tante cose sono cambiate in questi anni e tante case nel nome del business si sono trasformate in b&b. Siamo impotenti di fronte a queste dinamiche. Noi possiamo evidenziarle chiedendo a chi di dovere la massima attenzione sul futuro del nostro lago e del nostro territorio».

Sicuramente da una decina di giorni a questa parte si è aperto un nuovo fronte di dibattito sul tema sensibile dell’overtourism. Segno che le parole pronunciate dall’isola Comacina da don Italo Mazzoni (“Tutto oggi è in vendita”), il concetto cardine della sua riflessione durante la messa per la “Sagra di San Giovanni”) hanno tracciato un solco, che solo il tema dirà se sarà destinato a richiudersi o se ospiterà un nuovo modo di intendere e vivere un territorio in cui il turismo ha rapidamente occupato tutte le caselle lasciate libere da industria e piccole attività.

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