«Io, rimasta senza casa a Bellagio. Ma quanti aiuti ho ricevuto»
Federica Roselli è quasi guarita dalle ustioni riportate nell’incendio. Donati 14mila euro per lei: «Vorrei ringraziarvi e abbracciarvi uno ad uno»
La storia.
Le ustioni fisiche riportate nell’incendio si stanno rimarginando, a quelle morali ed economiche stanno pensando tante persone che con grande generosità le stanno dando una mano.
Federica Roselli, la capitana del Lago di Como che il 28 ottobre ha perso la propria abitazione in via Suira, è ora ospite nel Milanese. Della casa, un’antica dimora di tre piani, restano praticamente soltanto i muri perimetrali: le fiamme hanno divorato le strutture in legno, provocando il crollo delle solette e del tetto.
Durante l’emergenza Federica era stata trasportata in ospedale in elisoccorso. A rendere meno difficile questo momento è la risposta della comunità. La raccolta fondi avviata dopo il rogo ha raggiunto quasi quota 14mila euro, grazie ad amici, conoscenti, ma anche a persone che non conoscevano direttamente Federica.
Il sostegno umano
Un sostegno economico, ma soprattutto umano, che lei vuole riconoscere personalmente. «Chiedo a chi mi incontra e mi ha dato una mano di dirmelo - dice - Posso regalargli un abbraccio e offrirgli un caffè. Non posso fare di più, ma voglio ringraziarli restituendo un poco dell’umanità che mi hanno regalato».
La solidarietà è arrivata attraverso gesti spontanei. «Due donne mi hanno raccontato di aver organizzato un torneo di burraco e di avermi versato il ricavato. C’è gente che neppure mi conosce e mi ha dato una grossa mano», continua.
Per Federica, da una vicenda drammatica è nato qualcosa di unico: «La vicinanza della comunità di Bellagio è stata bellissima. Da una cosa brutta ne è nata una bella. Ringrazio uno per uno tutti, li voglio abbracciare».
Resta da affrontare la parte più impegnativa. «Purtroppo la casa non esiste più: sono andate completamente bruciate le solette e il tetto, che erano in legno. Ora dobbiamo capire come intervenire».
Servono i permessi per mettere in sicurezza l’edificio e svuotarlo dai resti dell’incendio. «La casa va liberata, abbiamo già al lavoro una ditta con esperienza nel settore. Ringrazio l’amministrazione che è stata attenta alle mie richieste. Poi bisognerà capire quanto costa e quanto tempo ci vorrà per sistemare l’edificio. Non è un lavoro che porterà via poco tempo, anzi, probabilmente diversi anni. Vediamo dove abitare a Bellagio quest’estate».
Nessun risarcimento
L’immobile non era assicurato: l’età dell’edificio non aveva consentito di ottenere una copertura e non ci sarà quindi un risarcimento. «Adesso stiamo aspettando i permessi per mettere in sicurezza l’abitazione e svuotarla dei legni bruciati, poi vediamo di partire».
La raccolta fondi continua. Per contribuire è possibile cercare su GoFundMe la campagna “Aiutiamo Federica a ricominciare dopo l’incendio di Bellagio”, destinata a sostenere Roselli nelle necessità immediate e nel percorso per ripartire: alloggio temporaneo, vestiti, beni essenziali e mobili. «Non sto ancora benissimo – conclude Federica – ma il grande supporto arrivato da tutta questa gente che mi ha dato una mano».
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