La polemica sull’Isola Comacina. Guerra: «Tutto falso, resterà accessibile»
Tremezzina Il sindaco replica a Beppe Mantero: «Nessuna svendita, leggete gli atti. «Si tratta solo della gestione dei locali che fino al 2019 ospitavano il ristorante ed il bar»
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In una lunga nota il sindaco Mauro Guerra ha tenuto a rimarcare che «la rappresentazione della svendita dell’Isola ai privati non trova riscontro negli atti di gara».
Questa lapidaria dichiarazione prende spunto dalle quattro proposte - riconducibili ad altrettanti big dell’hotellerie e del wellness - giunte alla stazione unica appaltante dell’Amministrazione provinciale per assicurarsi la gestione per i prossimi 25 anni di questo minuscolo lembo di terra dalla storia millenaria. «La gara riguarda esclusivamente la concessione della gestione dei locali che fino al 2019 ospitavano il ristorante ed il bar per avviare nuove attività di ristorazione ed accoglienza, mentre la gestione generale dell’Isola e la programmazione culturale resteranno naturalmente in capo alla Fondazione Isola Comacina - ha precisato il primo cittadino - In cambio, il concessionario dovrà realizzare importanti opere di interesse collettivo — fognatura, depurazione, reti idriche ed elettriche, servizi igienici, messa in sicurezza e riqualificazione di sentieri, aree archeologiche, Case degli Artisti, attracchi e accessibilità — versare un canone annuo e contribuire alla manutenzione dell’Isola. Non sono previste nuove edificazioni o aumenti volumetrici».
Ripartire non sarà semplice dopo sette in cui l’isola Comacina - al netto delle luci, della suggestione e della sacralità che accompagna la “Sagra di San Giovanni” - ha vissuto in una sorta di limbo. Sicuramente in attesa che l’isola trovi una propria strada (l’ipotesi, come rimarcato dal decano dei dirigenti di Villa Saporiti Matteo Accardi, è di chiudere questa importante partita entro fine settembre), suonano come un monito le parole vergate ieri in una lettera aperta al nostro giornale dall’ex sindaco di Laglio Beppe Mantero, il quale ha fatto notare come «la base d’asta annuale per la gestione dell’isola è talmente alta che l’unico modo per rientrare nei costi sarà inanellare una sequenza ininterrotta di eventi “superchic” per ricchi vecchi e nuovi, totalmente interdetta nei fatti alle persone comuni». A stretto giro il sindaco di Tremezzina ci ha tenuto a rimarcare anche un altro aspetto significativo di questa dibattuta vicenda e cioè che «l’80% del punteggio premia qualità, sostenibilità, tutela del paesaggio, coinvolgimento della comunità locale e accessibilità dei servizi, compresa un’offerta di ristorazione differenziata e condizioni favorevoli per residenti e artisti, che potranno tornare sull’Isola secondo quanto previsto dallo statuto, sotto la regia dell’Accademia di Brera e delle Reali Accademie del Belgio, che potranno così coordinare anche ulteriori iniziative artistiche e culturali».
«Parlare di “svendita” o “cementificazione” significa quindi descrivere, in modo del tutto infondato, un’operazione completamente diversa da quella contenuta negli atti di gara», l’ultima annotazione del primo cittadino.
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