Cronaca / Lago e valli
Giovedì 29 Gennaio 2026
La terra che fa paura: 11mila frane censite nel Comasco
Ambiente Secondo i dati del geoportale regionale sono due quelle attive tenute sotto stretto monitoraggio. Il 2,2% degli edifici è in pericolo anche per le alluvioni
Como
Sono due le frane attive più significative che sono monitorate con particolare attenzione nella nostra provincia, si spostano di pochi centimetri all’anno, uno o due, ma sono monitorate h24 per sette giorni su sette. L’obiettivo è conoscere, mitigare il rischio e prevenire.
«La Provincia di Como opera su delega di Regione Lombardia per la pianificazione di interventi di protezione civile, gestione delle emergenze, superamento dell’emergenza, mitigazione del rischio e coordinamento degli interventi d’emergenza – spiega Giuseppe Bernasconi, responsabile del servizio di protezione civile della provincia di Como - Regione Lombardia tramite la piattaforma Geoportale Regione Lombardia rende disponibili le mappature delle aree a rischio idrogeologico suddividendole tra area di frana stabilizzata, quiescente e attiva. In ambito geologico area di frana attiva significa che ci sono delle masse che si spostano a velocità molto lente o molto veloci a seconda delle condizioni in cui si trovano. Si parla di pochi centimetri all’anno. Per questo sono monitorate 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, per 365 giorni all’anno».
L’ente che si occupa del monitoraggio dei fenomeni franosi che si ritiene debbano essere oggetto di attenzione nella nostra provincia è il Centro regionale monitoraggio frane e dissesti, è un servizio di Arpa Lombardia.
Sulle frane attive vengono estesi dei sensori, come dei cavi, che se si allungano mandano un segnale. Inoltre sono posti anche dei pluviometri per capire qual è la relazione tra il movimento e la quantità d’acqua piovana.
«Nel nostro territorio, per esempio, abbiamo due frane che sono oggetto di monitoraggio – spiega l’ingegner Giuseppe Bernasconi - c’è la frana attiva con movimento lento e costante chiamata Rinada e si trova sulla destra idrografica del torrente San Vincenzo, nel comune di Trezzone e parzialmente sui comuni di Montemezzo e Gera Lario. Un altro fronte di frana chiamata Madonnina Macialli che nel 1951 ha cagionato danni e il decesso di 17 persone. Il monitoraggio serve proprio per programmare e progettare azioni di mitigazione del rischio o di conservazione o di stabilizzazioni o altre azioni di gestione del territorio». Sempre per questo motivo, all’interno di ogni Piano di Governo del Territorio, è prevista l’analisi della componente geologica e ci si occupa di approfondire più nel dettaglio quegli aspetti di dissesto di ogni area comunicare, la bontà del Pgt sta proprio, anche, nell’analisi geologica.
Nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, pubblicati sulla piattaforma cartografica IdroGeo dell’Ispra, nella provincia di Como sono censiti 26 fenomeni principali di dissesto franoso. Questo numero comprende eventi individuati come significativi per impatto potenziale o storico nella provincia, di questi il monitoraggio attivo è per sette frane. Complessivamente le frane, includendo anche quelle stabilizzate, sono più di 11mila localizzate tutte lungo il lago, nel triangolo lariano e in Val d’Intelvi. Qualche fenomeno franoso è segnalato anche nell’area del Parco Spina Verde e del Parco del Lambro, nulla invece nel canturino e in generale a sud di Como.
Osservando gli indicatori per la provincia di Como, risulta che lo 0,9% della popolazione è a rischio per eventuali fenomeni franosi e l’1,7% per possibili alluvioni. Per entrambi i fenomeni sono potenzialmente a rischio il 2,2% degli edifici, secondo il portale Idrogeo di Ispra.
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