L’invasione dei cormorani sul lago: c’è l’ok dall’Europa per abbatterli

Tremezzina La richiesta dalla maggioranza degli Stati, in Italia dibattito dal 2009. Guglielmetti (Aps Fipsas): «Misura ormai inevitabile, nel lago non c’è quasi più pesce»

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Tremezzina

«Mangiano troppi pesci. Bisogna tornare a sparare ai cormorani».

A sorpresa - visto che si qui le contromisure adottate si sono rivelate inefficaci - si è riaperta una partita che ben presto potrebbe interessare da vicino anche il nostro Paese e il nostro lago. Questo perché ben dieci governi del nord e dell’est Europa hanno inviato un’accorata missiva a Bruxelles, indirizzata alla Commissaria europea per l’Ambiente, Kessika Roswall, chiedendo una revisione delle leggi di protezione del cormorano, sul modello di quanto sta accadendo per il lupo.

I numeri

Da 50 mila esemplari in tutta Europa i cormorani sono passati quasi a 2 milioni. Ed è chiaro che in un dibattito a livello europeo anche l’Italia dovrà esprimere il proprio parere su questo dibattuto argomento, ricordando che proprio dall’Italia e dall’eurodeputata Anna Maria Cisint era stata depositata nel novembre del 2024 un’interrogazione in cui si chiedeva «di intraprendere azioni rapide per risolvere il problema del cormorano».

«Il dato incontrovertibile è che ogni cormorano ingurgita 4 etti di pesce al giorno. Si tratta di uccelli migratori, ma ormai si sono abituati talmente bene all’habitat del nostro lago che alcuni di loro sono diventati stanziali - rimarca Luigi Guglielmetti, presidente dell’Aps Como Fipsas (l’associazione dei pescatori sportivi e subacquei) -. Mangiano scardole, trote, temoli, cavedani e altre tipologie di pesci. Ormai le poche alborelle rimaste non fanno più testo. I cormorani - lo dico con tutta l’amarezza del caso - aumentano e di pesci in giro se ne vedono pochissimi. Si sono salvati persici, pighi, agoni e in parte lavarelli che svernano a profondità non raggiungibili dai cormorani. La nostra è una battaglia che parte dal lontano 2009 e che ha prodotto in questi anni decine di articoli ed un documentario dal titolo “Tremila becchi da sfamare”. L’unica soluzione che intravedo è quella di riportare il cormorano tra le specie cacciabili. Spero non sia troppo tardi anche perché l’iter non sarà agevole. Sin qui dalla politica abbiamo solo sentito un numero indefinito di promesse, ma alla fine non è accaduto nulla».

La protesta dei pescatori

Un paio d’anni or sono il nostro giornale aveva documentato in presa diretta la presenza a fine ottobre di 250-300 cormorani nel solo canale dell’isola. La risposta da parte di Regione Lombardia era stata quella di varare un piano di abbattimenti su base regionale debole nei numeri e nei contenuti.

In quell’occasione anche i pescatori professionisti avevano allargato le braccia, affermando di essere stati nuovamente lasciati in balia degli eventi. Sempre in quell’occasione si era parlato di almeno 700-800 esemplari presenti sul Lario da sommare ai 3 mila di stanza nel Ceresio.

I numeri sicuramente in questo biennio sono aumentati. In quell’occasione era stato proposto di agire sulle uova, calcolandone un prelievo sempre con l’avallo degli enti preposti tale per cui il numero di esemplari sarebbe andato progressivamente a ridursi. Proposta però che non ha avuto seguito.

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