Maltempo e conta dei danni in Alto lago: chiesto lo stato d’emergenza
Domaso Anche i Comuni lariani colpiti dall’ondata sono stati inseriti nella richiesta della Regione. La stazione meteo di Dongo ha registrato giovedì ben 171 millimetri di pioggia
Lettura 1 min.Domaso
Non ha perso tempo la Regione Lombardia, dopo l’ondata di maltempo che tra giovedì e venerdì ha causato danni ingenti e apprensione anche nella zona dell’Alto lago.
«Ho chiesto al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo», ha confermato il presidente della Regione Attilio Fontana, che ha incaricato gli assessori Romano La Russa (Protezione civile) e Gianluca Comazzi (Territorio) di predisporre «tutta la documentazione necessaria per formalizzare la richiesta».
Nella nota regionale vengono citati i 240 millimetri di pioggia, con punte di 260 millimetri, caduti nell’Alto lago comasco, ricordando che la stazione di Dongo che fa capo al Centro Meteo Lombardo ha censito nella sola giornata di giovedì la misura record di 171 millimetri di pioggia.
Diciotto interventi
Quasi tutti i Comuni altolariani hanno registrato danni, con i vigili del fuoco del Distaccamento di Dongo che hanno dato conto di diciotto interventi - quasi tutti a causa di frane e smottamenti - tra giovedì e la mattinata di venerdì.
Comuni ora impegnati nella compilazione e nell’invio delle schede “Rasda”, fondamentali per il riconoscimento - da parte di Regione Lombardia - dei danni subiti e dei costi legati anzitutto alla somma urgenza, per i quali i singoli Municipi dovranno procedere ai passaggi in Giunta e in Consiglio comunale per definire gli importi di quelli che inizialmente verranno riconosciuti come “debiti fuori bilancio”.
Nella nota regionale peraltro si fa riferimento diretto a «smottamenti ed esondazioni» che hanno colpito il Comasco, con la statale Regina chiusa in due distinti punti ad Argegno e Domaso.
Dal canto suo l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi ha spiegato che «è necessaria una ricognizione puntuale delle conseguenze del maltempo, assicurando a tutte le comunità coinvolte il supporto necessario».
L’assessore regionale alla Protezione Civile Romano La Russa ha nel contempo rimarcato il ruolo «degli enti proprietari delle strade, dei vigili del fuoco e del volontariato di Protezione civile».
L’Anas e il valletto
A proposito di enti proprietari delle strade, resta ora da capire come e con quali tempistiche Anas interverrà ad Argegno in corrispondenza dell’ormai noto valletto esondato più e più volte nel corso degli anni, non da ultimo - prima della mini-colata di fango e terriccio di giovedì scorso - il 17 luglio. Per issare il mini-escavatore dietro le protezioni in quota sarà necessario chiudere la Regina (è già accaduto in passato), ma per fare ciò occorrerà che il traffico di questi mesi turistici diventi meno intenso e ciò potrà accadere solo dopo la metà di settembre.
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