(Foto di archivio)
Menaggio La titolare di un struttura racconta come funziona il raggiro. «Chiedono il rimborso di un bonifico sbagliato. La leva? L’autorità»
Menaggio
Gli host e i proprietari di case vacanza e B&B del Lario ora devono fare i conti con una nuova insidiosa truffa.
A raccontarla è la proprietaria di un appartamento a Menaggio, finita per la seconda volta nel mirino di sedicenti Carabinieri. Il copione è rodato. Tutto parte da una telefonata: una voce giovane di donna si qualifica come brigadiere dell’Arma, chiede un preventivo per quattro persone nel suo B&B pubblicizzato sul web. Richiesta plausibile in un’area ad altissima densità turistica come è Menaggio e tutta l’area lariana che si affaccia sul lago, dove le case vacanza sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi anni. La proprietaria invia il preventivo via email.
Dopo poche ore, arriva la conferma: bonifico effettuato. Ma nella distinta allegata, l’importo è il doppio di quanto concordato. Qui scatta il tentativo di raggiro: segue una nuova telefonata, stavolta di un uomo, che si qualifica come “capitano”. Tono deciso, pressione crescente: la giovane collega avrebbe sbagliato cifra e, se la metà dell’importo non verrà restituita subito, rischierebbe conseguenze disciplinari. La richiesta è perentoria: effettuare immediatamente un bonifico istantaneo per restituire l’eccedenza. Peccato che il bonifico ricevuto fosse solo dichiarato e non istantaneo! Di fatto, inesistente.
Per rendere tutto più credibile, allega un documento con intestazione di un Comando dell’Arma: sul cellulare appare verosimile, ma visto sullo schermo di un pc rivela evidenti incongruenze.
«Ero al supermercato quando mi hanno tempestata di chiamate - racconta la proprietaria finita nel mirino dei truffatori - Il presunto capitano metteva fretta. Parlava bene, argomentava con sicurezza: se si fosse aperto il provvedimento disciplinare, anch’io avrei dovuto comparire dinanzi ad un giudice. Col bonifico istantaneo il provvedimento disciplinare si sarebbe chiuso».
La leva è psicologica: l’autorità. Presentarsi come carabinieri abbassa la soglia di diffidenza e spegne il naturale campanello d’allarme che scatta dinanzi a richieste anomale: «Io avrei dovuto fare un bonifico istantaneo, immediato e irrevocabile, mentre loro mi avevano promesso un bonifico normale». Il tempo di riflettere è bastato per fermarsi. «Spero di poter allertare altri host: qui sul Lario l’elevato turnover di ospiti e la gestione rapida delle prenotazioni ci espongono facilmente ai raggiri. La prima volta, a dicembre, ho rischiato di cascarci, ora è già la seconda: un altro numero, una nuova voce, stesso meccanismo», spiega. «Le forze dell’ordine mi hanno consigliato di segnalare l’Iban del beneficiario del bonifico istantaneo e sporgere denuncia per tentata truffa, anche se, mi hanno anticipato, i malfattori si nascondono dietro false identità, numeri e nomi fasulli».
L’appello è chiaro alle centinaia di host lariani, perché è presumibile che i truffatori stiano scandagliando le centinaia di B&B della zona: nessun rimborso e, in c‘aso di dubbio, chiamare la caserma attraverso numeri ufficiali. Perché la trappola è dietro l’angolo.
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