Mese chiave per la Variante: può sbloccarsi Griante

Il cantiere Verso un accordo tra Anas e Consorzio Sis per gli aspetti economici, con un impegno di 80 milioni

Griante

Ci sono due notizie, entrambe di rilievo, che accompagnano la marcia di avvicinamento al terzo Tavolo di regia di cantiere, che verrà convocato tra il 20 e il 30 gennaio a Menaggio, secondo le indicazioni fornite da Anas al termine del (secondo) Tavolo del 2 dicembre.

Il riferimento è ovviamente al travagliato iter dei lavori della variante della Tremezzina.

I prossimi passi

La prima notizia è che l’accordo tra Anas e impresa (Consorzio Sis) sulla ripresa su larga scala dei lavori - Griante in primis - sarebbe finalmente una questione di dettagli, dunque anzitutto sarebbe stata trovata l’agognata quadratura del cerchio dal punto di vista economico su una base (ovviamente da confermare) di 80 milioni di euro. Inizialmente si era parlato di un ulteriore impegno economico pari a 54 milioni di euro. Dunque la distanza tra le parti - anche per l’impegno diretto del Mit (il ministero delle Infrastrutture e Trasporti) - sarebbe finalmente stata colmata, anche se sarebbe importante capire il motivo per cui la bomba ad orologeria dell’arsenico presente nella roccia della Ca’ Bianca di Griante sia rimasta così sottotraccia per anni, sino ad esplodere in maniera deflagrante.

La seconda notizia - meno rassicurante - è che la definizione della perizia di variante, ovviamente perfezionata a valle degli accordi economici raggiunti tra le parti (Anas e impresa), potrebbe non essere ultimata entro fine gennaio. Questo perché al netto della fredda dizione che in sé non dice un granché, la perizia di variante rappresenta in tutto e per tutto un progetto “stralcio” e contempla ovviamente tutta una serie di tavole da rifare e parametri da ricalibrare. Dato il poco tempo a disposizione, con di mezzo anche le festività natalizie e di fine anno, dunque per arrivare con la perizia di variante pronta, Anas dovrà affrontare un’autentica corsa contro il tempo, ricordando che la perizia, essendo mutate le regole d’ingaggio (anche) sotto il profilo economico, dovrà poi essere validata dal Cda di Anas.

Aspetti tecnici da risolvere

Al momento il territorio confida che la data di metà aprile (subito dopo Pasqua) per la ripresa dei lavori venga rispettata, anche se certo già nel prossimo Tavolo di regia di cantiere dovranno essere affrontati temi strategici per le dinamiche della Regina - e non solo - come il transito “sette giorni su sette” dei mezzi di cantiere, che imporrà, in caso venisse approvata, scelte di campo per quel che concerne la gestione del traffico, a cominciare da un possibile impiego dei movieri sette giorni su sette, naturalmente a fronte di forze lavoro adeguate. Il tempo stringe.

Nel frattempo, alla ripresa dei lavori dopo la sosta natalizia, si ricomincerà da dove si è finito e cioè dallo scavo della galleria principale “Comacina” a Colonno che ha raggiunto i 780 metri - su 3 chilometri e mezzo - con una possibile ripartenza, anche se ancora da definire nei dettagli, anche degli scavi della galleria di servizio “Comacina” sempre a Colonno, strategica quando lo scavo della galleria principale inizierà anche da Ossuccio, cioè da entrambi i fronti.

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