Ordinanza anti tir sulla Regina: «Riparte il 15 marzo»

Viabilità Sistema Trasporti sollecita Anas per lo stop, in attesa della perizia e dell’udienza al Tar. Il no del sindaco di Colonno: «Bus turistici bloccati nelle strettoie»

Colonno

«Senza ordinanza, non vedo come anche i bus turistici potrebbero transitare dalle strettoie. Abbiamo più volte visto in questi anni cosa produce il “liberi tutti” lungo la Regina».

Ci ha pensato il sindaco di Colonno, Davide Gandola, a far sentire la voce del territorio rispetto agli ultimi sviluppi che ha preso la vicenda legata al destino dell’ordinanza Anas, che sulla carta dovrebbe tornare in vigore a partire dal 15 marzo e rimanere tale sino al 15 novembre, tutti gli anni sino al completamento dei lavori della variante.

Il braccio di ferro

Il condizionale è dato dal fatto che la terza sezione del Tar della Lombardia in settimana ha affidato al Politecnico di Milano una terza perizia rispetto a quelle già depositate da Anas e così da “Sistema Trasporti” e “Zani Turismo”. Il nodo del contendere è rappresentato, per quanto concerne il ricorso, dal divieto per i bus turistici di rientrare verso Como a fronte del senso unico in vigore in direzione nord nell’arco degli otto mesi di piena validità dell’ordinanza, che tecnicamente - rispetto alla perizia disposta dal Tar, che nel contempo ha fissato la prossima udienza per il 19 giugno - resta in vigore.

La perizia

«Ritengo l’ordinanza del Tar un primo successo. In pratica il Tribunale amministrativo regionale ha detto che Anas non ha ragione a prescindere. Se fossi in Anas, con una sentenza sub iudice, aspetterei a dar corso all’ordinanza a partire dal 15 marzo”, ribadisce al nostro giornale Francesco Artusa, presidente nazionale di “Sistema Trasporti”. Nel ricorso - accanto ad Anas - è intervenuta ad adiuvandum l’Amministrazione provinciale di Como, raccogliendo le firme di 48 sindaci (su 50) del territorio.

La relazione tecnica dovrà essere completata entro novanta giorni, comunque oltre il 15 marzo e dovrà chiarire una volta per tutte se le criticità approdate per il terzo anno consecutivo sul tavolo della terza sezione del Tar della Lombardia sono da imputare alla lunghezza dei mezzi (11 metri il limite statuito dall’ordinanza) od a fattori infrastrutturali.

«L’ordinanza è uno dei capisaldi che reggono i delicati equilibri della viabilità lungo le strettoie tra Colonno e Ossuccio. Senza ordinanza non vedo come anche i bus turistici potrebbero evitare code e ingorghi, ricordando che al provvedimento Anas si sommano i movieri e così i semafori intelligenti ed i controlli interforze, con la presenza fissa della Polstrada - fa notare ancora Davide Gandola -. Non vedo perché bisognerebbe rinunciare all’ordinanza. Peraltro confido che nel prossimo Tavolo di regia di cantiere finalmente si possa avere un quadro dettagliato anche rispetto ai mezzi di cantiere della variante, gran parte dei quali al momento da Colonno viaggia in direzione sud, cioè verso Como».

Il nodo del contendere - con il territorio nel ruolo di spettatore interessato - è rappresentato da questo aspetto e cioè che «Anas avrebbe dovuto presentare uno studio che correttamente partisse dal passo dei veicoli e non dalla loro lunghezza totale».

Nel frattempo anche il prefetto Corrado Conforto Galli si è mosso, convocando un vertice tecnico legato a tre possibili soluzioni per rendere più fluido il traffico lungo la Regina, strettoie in primis.

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