Perse la vita a 21 in sella alla sua moto: gli amici la riparano e la riportano a casa

Il ricordo Simone era morto un anno fa sulla Regina e il mezzo distrutto abbandonato da un demolitore. Le parole dei genitori e del fratello: «Grazie, lui avrebbe voluto così»

Un anno esatto. Il 5 febbraio 2022 Simone Ceccherini, 21 anni, di Monte Olimpino moriva in un incidente stradale sulla Statale Regina a Brienno. Viaggiava in sella alla sua moto, un’inseparabile compagna, a cui teneva moltissimo. Il 15 gennaio 2023 un gruppo di una ventina di amici tra ragazze e ragazzi ha restituito alla famiglia Ceccherini proprio quella Ktm 300 Super Motard. In mesi di lavoro il gruppo l’ha sistemata ed è stato come avere Simone ancora con sé, immaginarlo sorridere.

Il papà: «Era troppo doloroso»

«Ci ho messo del tempo per rivedere quella moto - racconta Giuliano Ceccherini, il papà di Simone - ci ho messo del tempo per rispondere alla richiesta dei ragazzi di sistemarla. Era troppo doloroso».

Poi la scelta: «Ho pensato che per i suoi amici sarebbe stato un modo per elaborare la sua perdita, per sentirlo vicino e allo stesso tempo anche per noi familiari poteva rivelarsi una risorsa in più, un momento di ricordo e condivisione». Quando hanno dissequestrato la moto, dopo i vari rilievi del caso, è stata portata da uno sfasciacarrozze. «Trovarmela di fronte, buttata in un angolo, accartocciata sotto la pioggia, abbandonata senza nessuno che se ne prendesse cura è stato come ricevere un pugno in pancia. Improvvisamente mi è piombato tutto addosso, di nuovo. Il casco era lì, di fianco alla carrozzeria tutta a pezzi, ancora sporco di sangue. Ci sono stato male per giorni. Era un’immagine che non riuscivo a togliermi dalla testa».

Eppure Giuliano e la sua famiglia hanno trovato la forza di guardare oltre le macerie e di immaginare una nuova esistenza, come se la storia di quella moto non fosse ancora finita, ma avesse qualcosa di diverso da raccontare. «Simone avrebbe voluto così. Non potevamo lasciare la sua moto in quelle condizioni, sarebbe stato abbandonare un qualcosa che lui in vita aveva amato tantissimo. Con alcuni amici ad aprile dello scorso anno siamo andati dallo sfasciacarrozze, abbiamo caricato i pezzi, su un furgone, uno per uno. Si è svolto tutto nel silenzio più assoluto, nessuno ha detto una parola, sembrava di vivere un rito» spiega Vincenzo Mazzara, un amico di Simone che fa il meccanico e oggi dopo un passato sulle moto da cross corre con i gokart.

«Un modo per averlo fra noi»

È stata sua e di suo padre l’idea di riportare in vita la moto di Ceccherini. «Sono stati necessari mesi per recuperare i pezzi giusti, avuti quelli, in due giorni la moto era pronta. Con un gruppo di ragazzi e ragazze abbiamo condiviso il desiderio di prenderci cura della moto di Simone, un modo per averlo sempre fra noi e speriamo per dargli un po’ di pace, perché se la merita». Oggi la moto di Simone è tornata a casa. Sulla sua carrozzeria è tornato a splendere il numero 285 che ha sempre simboleggiato la sua data di nascita. Giuliano, la moglie Raffaella Zanello, e il fratello di Simone, Marco di 25 anni, ci tengono a ringraziare gli amici. «È un gesto d’affetto che Simone, ovunque sia, continuerà ad apprezzare. A noi ha riempito un pezzo di cuore».

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