Polveri e odori dalla Tremezzina. I sindaci: «Vogliamo vedere le analisi»

Faloppio e Olgiate Proteste per gli effetti collaterali dovuti ai materiali provenienti dai tunnel. L’avvocato dell’impresa: «Tutto in regola». Bongiasca: «Non si può buttare gli escavati nel lago»

Faloppio

Il “polverone” su Camnago e sulla località Boscone condivisa tra Faloppio e Olgiate Comasco: sindaci e cittadini si sono alleati per sapere che cosa c’è nell’aria ammorbata da particelle sabbiose, cattivi odori e rumori. La “colpa” sarebbe dei lavori in corso alla variante della Tremezzina.

Nell’ultima petizione civica, i residenti avevano segnalato problemi come irritazioni agli occhi, alle vie respiratorie nonchè «altre patologie rilevanti», e chiedevano verifiche sulle emissioni in atmosfera dovute alla lavorazione di materiali provenienti dalle gallerie della Tremezzina.

«Vogliamo i dati precisi anche noi»: è la richiesta del sindaco di Faloppio Giuseppe Prestinari e dell’omologo di Olgiate Simone Moretti, che hanno scritto alla Prefettura, alla Regione Lombardia, all’amministrazione provinciale, ad Arpa Lombardia, ad Ats Insubria, ad Anas e al sindaco di Griante Piero Ortelli.

«Chiediamo rilascio di copia delle analisi di laboratorio effettuate sui materiali di scarto derivanti dalla lavorazione della nuova variante della Tremezzina – dicono – Dalle relazioni Anas del 23 aprile 2024 e del 12 settembre 2024, emerge la presenza di idrocarburi pesanti ed arsenico all’interno dei suddetti materiali, stoccati e lavorati nel territorio comunale di Faloppio». I sindaci sollecitano una risposta « entro dieci giorni: non è possibile esporre la cittadinanza a potenziali rischi per la salute in assenza della completa disponibilità di dati oggettivi e verificabili circa l’eventuale presenza di sostanze nocive».

Walter Gatti, l’avvocato che assiste i titolari di Inerti e asfalti, l’impianto di lavorazione dei materiali di scavo, aveva già avuto modo di assicurare: «È tutto in regola e le attività sono assoggettate a doppi controlli».

In effetti, anche Prestinari conferma di essere a conoscenza che i controlli sono sia all’origine, sia a destinazione degli escavati. «Ma vogliamo vedere, nero su bianco e subito, che le lavorazioni alle quali i cittadini risultano esposti non rientrino tra le categorie di sostanze pericolose, nocive o tossiche», ripete insieme a Moretti.

I Comuni hanno più volte ricevuto i cittadini, hanno organizzato riunioni con tutti gli enti interessati che però si sono concluse con un nulla di fatto o con rinvii.

Il primo destinatario della richiesta dei sindaci e dei cittadini è Fiorenzo Bongiasca, presidente dell’amministrazione provinciale di Como.

«Da tempo, seguo le problematiche segnalate da Faloppio e da Olgiate Comasco – premette – anche negli anni scorsi, erano stati effettuati rilievi sull’aria e sui disturbi ambientali, ma non erano state riscontrate anomalie ».

Ora, però, i disagi e gli interrogativi si sono accentuati: i lavori sulla Tremezzina penalizzano Faloppio ed Olgiate?

«L’impianto è autorizzato e controllato - rileva Bongiasca – e così materiali, trasporti e stoccaggi. Non minimizzo, ma noto che in Svizzera, gli escavati vengono buttati nel lago, da noi non si può, dobbiamo trasferirli su un territorio. A questo punto, parlino i tecnici, parlino gli esperti. Dopo un colloquio con il sindaco Prestinari, ho attivato i miei uffici».

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