«Tredici ore al pronto soccorso»: a Gravedona un solo medico per decine di casi
Sanità La denuncia della moglie di un paziente: «Altri come noi». Il direttore sanitario: «Quel giorno 70 accessi, sarà stato un codice verde»
Lettura 1 min.Gravedona
Non è il primo caso di maratona dell’attesa in un pronto soccorso e non sarà certo l’ultimo.
Simona Palmigiani, di Nuova Olonio, sabato è rimasta per ben 13 ore in quello dell’ospedale di Gravedona con suo marito febbricitante. La coppia era arrivata poco dopo le 13 perché l’uomo, da diversi giorni, accusava una febbre sopra i 38 gradi non spiegabile.
«Alle 18 eravamo ancora in sala d’aspetto assieme ad altra gente e allora mi sono permessa di far notare a chi stava allo sportello che mio marito aveva la febbre e forse non era il caso che stesse in mezzo a tutti gli altri, per il bene suo e altrui – racconta la donna – Così l’hanno fatto entrare, ma solo verso le 22 è stato sottoposto ad esame del sangue e tac».
In attesa che uno specialista guardasse i referti sono passate altre ore, finché il medico del pronto soccorso ha esaurito il suo turno e gli è subentrato un collega: «Il nuovo medico ha richiesto anche l’esame delle urine e una radiografia – prosegue Palmigiani – Morale: alle 2 di notte hanno diagnosticato a mio marito una polmonite non grave, gli hanno prescritto un antibiotico e siamo potuti tornare a casa. Altre persone arrivate fra le 12 e le 14 hanno subito la nostra stessa sorte – aggiunge la moglie del paziente di Nuova Olonio – Una ragazza con la bronchite è rimasta lì da mezzogiorno alle 2 di notte. Un medico solo che deve affrontare una miriade di casi, del resto, non può fare miracoli e nel frattempo anche il personale s’innervosisce, a scapito dei pazienti».
Nel gennaio 2024 più pazienti avevano segnalato una situazione estrema verificatasi al pronto soccorso del Moriggia Pelascini, con ben 76 casi da trattare in una sola giornata. Ma sabato scorso non eravamo da meno: «Sabato abbiamo avuto circa 70 accessi – sottolinea il direttore sanitario, Pierpaolo Maggioni – Non ho sotto mano il caso del paziente di Nuova Olonio, ma con sola febbre immagino sia stato classificato al massimo come codice verde e, come si sa, la precedenza spetta ai casi più gravi».
Al “Moriggia Pelascini” un paio d’anni addietro si registrava un’affluenza media di 50 pazienti giornalieri in pronto soccorso e non risulta ci sia stato un calo. Poco meno di 20 mila all’anno, dunque, con punte anche di quasi 150 in determinati fine settimana, quando gli escursionisti, d’estate, e gli sciatori, d’inverno, incappano in puntuali infortuni.
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