Regina, gasolio troppo caro per i tir. «Meglio la multa che passare da Lecco»
Sala Comacina Un risvolto che emerge dai controlli: il tragitto dalla 36 è troppo costoso. Resta anche il problema della comunicazione del divieto: molti autisti non vedono i cartelli
Lettura 1 min.Sala Comacina
C’è anche il “caro carburante” tra i motivi per cui - appena possibile - diversi conducenti di mezzi pesanti sfidano l’ordinanza Anas che inibisce il transito dei Tir sopra gli 11 metri, in entrambe le direzioni di marcia, dalle 6.30 alle 21 nel tratto tra Colonno e Ossuccio.
Un dettaglio, non di poco conto, emerso soprattutto negli ultimi mesi di controlli interforze, disposti dalla questura per evitare proprio transiti di questo tipo, spesso causa di code e ingorghi.
Il concetto è semplice. Il “giro” del lago attraverso la statale 36 risulta troppo oneroso. Pertanto meglio (si fa per dire) imboccare comunque la Regina, dove - è bene rimarcarlo - i controlli sono quotidiani, dopo che sul lago è tornato operativo il Distaccamento di Sala Comacina della Polstrada e dove alla sanzione da 87 euro - decurtata del 30% se pagata entro cinque giorni - viene accompagnato, come accaduto ieri, il dietrofront.
Perché quello dell’inversione a “u” è l’unica vera contromisura per scoraggiare i conducenti a percorrere pur non potendo la Regina, tanto che più che ora il “caro carburante” li induce in maniera ancora più rilevante ad imboccare la statale 340. C’è poi un nutrito drappello di conducenti che ammette candidamente di non essere a conoscenza dell’ordinanza e di non aver notato i cartelli di divieto.
Segnali illeggibili
Un problema che dura ormai da anni, nonostante la “giungla” di cartelli - oggettivamente dal contenuto quasi illeggibile - presenti sin da via Asiago a Como. È il caso del mezzo pesante di quasi 18 metri proveniente da Treviso fermato ieri mattina dalla Polstrada di Sala Comacina al confine tra Sala Comacina e Colonno.
Il conducente ha ammesso candidamente di non essere a conoscenza dell’ordinanza e di aver percorso la Regina in quanto diretto a Porlezza. È stato fatto accostare, sanzionato, ma soprattutto gli è stato intimato il dietrofront e così è dovuto tornare sui propri passi.
Sicuramente a fronte delle dinamiche emerse in questi mesi è opportuno che il Tavolo tecnico convocato periodicamente in questura torni a riunirsi anzitutto per capire come veicolare al meglio il messaggio relativo alla presenza ed alla piena operatività sino al 15 novembre dell’ordinanza Anas. In secondo luogo (argomento questo che potrebbe approdare anche al Tavolo “di regia” di cantiere convocato il prossimo 9 luglio a Menaggio) occorre un tagliando anche alla segnaletica verticale, che di settimana in settimana sta dimostrando la propria inefficacia.
Circostanza che dovrebbe essere segnalata anche al prefetto Corrado Conforto Galli, che guida il Tavolo istituzionale chiamato a vigilare sulle sorti dei lavori della variante, ma anche su quelle della statale Regina. Le rotatoria di Tavernola e l’accesso alla Regina attraverso la galleria di Cernobbio pullulano di cartelli che non servono in alcun modo alla causa della statale 340, tanto più che ora il “caro carburante” è un incentivo in più ad imboccare lo stesso la Regina, anche in condizioni di traffico difficili come quelle degli ultimi mesi.
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