Regina, mattinata di follia nonostante i semafori: sperimentazione sospesa

Tremezzina Il nuovo sistema dei semafori è durato meno di due giorni. Migliaia di automobilisti intrappolati nel traffico. Dietrofront obbligato

Tremezzina

È durata meno di trentaquattro ore la sperimentazione del sistema semaforico “fisso” - 3,10 minuti per il rosso e 1,10 minuti per il giallo lampeggiante - pensata e illustrata da Anas al Tavolo istituzionale guidato dal prefetto Corrado Conforto Galli attraverso la quale le strettoie, creando un senso unico alternato con cadenze regolari, sarebbero dovute risultare sgombere da ogni sorta di traffico. Così non è stato.

E se soprattutto il tardo pomeriggio di lunedì aveva registrato una paralisi pressoché totale della viabilità, la mattinata di ieri già dalle 7 è andata ancora peggio con tempi di percorrenza nell’ordine delle due ore abbondanti tra Mezzegra e Como, con gli spostamenti interni a Lenno e Ossuccio vicini ai 50 minuti per percorrere poche decine di metri, con i bus di linea in ritardo di un’ora abbondante, gli scuolabus bloccati e le mamme costrette ad accompagnare anche a piedi i propri figli all’istituto comprensivo di Ossuccio.

“La protesta dei clacson”

Nel frattempo da Colonno a Sala Comacina - anch’essi nella morsa del traffico - passando per Spurano, Isola di Ossuccio e Lenno è tornata farsi sentire la “protesta dei clacson”, che aveva caratterizzato i giorni più bui delle code lungo la Regina. Troppo per lasciar correre e aspettare il termine naturale (fissato per domenica) della sperimentazione.

«Il sistema fisso tra mezzora massimo verrà disattivato. È chiaro che così non si può andare avanti. Si torna al vecchio sistema. Abbiamo già dato disposizione di annullare la sperimentazione», ha confermato prima delle 9 il comandante della polizia locale di Tremezzina, Massimo Castelli. Decisione assunta dopo un giro di telefonate istituzionali tra il sindaco di Tremezzina Mauro Guerra, il prefetto Corrado Conforto Galli, il presidente provinciale Fiorenzo Bongiasca (alle 8.45 in coda a Lenno) e il comandante Massimo Castelli. Questo perché pur essendo la sperimentazione in capo ad Anas - che ieri mattina ne aveva confermato la validità sino alla sua scadenza naturale - i semafori intelligenti sono coordinati dalla polizia locale (e dunque dal Comune) di Tremezzina.

Quella assunta è stata una decisione forte, ma necessaria di fronte ad un flop che in molti avevano preventivato e che in dote ha portato anche alcuni effetti collaterali, dalle ambulanze in sirena impossibilitate a transitare ai mezzi pesanti (e così ad un paio di bus turistici) che hanno bellamente ignorato l’ordinanza Anas inerente il senso unico per i bus e il divieto diurno di transito per i Tir sopra gli 11 metri. Nel contempo sui social è letteralmente esplosa la rabbia delle migliaia di automobilisti intrappolati nel traffico tanto da rilanciare lo slogan “Prigionieri in casa nostra!”. Decine i racconti in presa diretta, dall’ora e cinque minuti per percorrere i tre chilometri tra Mezzegra e Ossuccio ai quarantaquattro minuti netti per superare l’abitato di Sala Comacina.

Ritorno al passato

Da prima delle 10 insieme al ritorno al vecchio sistema di semafori fissi - da capire chi e con quale criterio abbia deciso di riaccendere il semaforo intelligente di Spurano, lautamente finanziato da Regione Lombardia, ma inutile alla causa della Regina - è tornata finalmente anche la piena operatività dei movieri. Da registrare anche la presenza, altrettanto incisiva della Polstrada, che da Colonno ha svuotato in direzione sud (cioè verso Argegno) le strettoie di Colonno e per diretta conseguenza di Sala Comacina. Polstrada che è in attesa di capire quanto potrà essere operativo il nuovo Distaccamento permanente di Sala Comacina.

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