La rocambolesca fuga di “Petit”. Due anni di cella per l’evasione
Gravedona ed Uniti. Sentenza dopo la cattura in Montenegro nel 2022. La pena va ad aggiungersi alle tante già collezionate da Massimo Riella
Lettura 1 min.Gravedona
Dai monti scendevano venti freddi. E sui sentieri dei boschi ogni passo veniva sottolineato dallo scricchiolio delle foglie secche. Mancava poco più di una settimana alla Primavera, ma davvero non sembrava a chi, la mattina del 12 marzo di quattro anni fa, si trovava a Brenzio, sopra Gravedona. Tra questi gli agenti di Polizia penitenziaria del Bassone e un detenuto che di quelle zone conosce ogni palmo: Massimo Riella. Uno particolarmente allergico a manette e sbarre alle finestre: al Bassone si era arrampicato sul tetto del carcere, per protesta. E una volta, per sfuggire ai Carabinieri arrivati a catturarlo, si era lanciato a piedi nudi dalla finestra.
La richiesta
E nonostante questi precedenti, il 12 marzo 2022 aveva prevalso il senso di umanità di fronte a un figlio che aveva perduto la madre mentre si trovava in carcere. E che aveva chiesto la possibilità di andare a trovarla al cimitero.
Con lui quattro uomini della penitenziaria inviati per fargli la scorta. I quali si erano pure tassati, durante il viaggio, per comprare una piantina da mettere sulla tomba della mamma del detenuto. Riella li ha ripagati picchiando l’agente che lo ha accompagnato all’interno del cimitero e fuggendo nei boschi che conosce come, o forse meglio, di casa sua.
Da quel momento, in altolago, è iniziata una sorta di epopea social con Riella all’improvviso diventato una sorta di eroe improbabile sui social: vestito da Rambo, nella locandina di un vecchio ma famosissimo film come il Fuggitivo, al centro di meme più o meno stoici. Gli hanno dato la caccia per quattro mesi, in quei boschi. Dai quali lui era riuscito ad allontanarsi. Una delle fughe più rocambolesche della storia recente si era conclusa con il “petit” preso soltanto mesi più tardi in una capanna in Montenegro.
Quattro anno dopo la sua cattura, eccoci nuovamente a discutere di quell’evasione, perché il caso nelle scorse settimane è approdato nell’aula delle udienze preliminari di Como per la sentenza a carico di Riella. Due anni di carcere, che vanno ad aggiungersi a una lunghissima serie di condanne accumulate nel corso degli anni. La più grave di tutta quella per la rapina a due pensionati di Consiglio di Rumo, derubati di 700 euro dopo essere stati minacciati con un coltellaccio.
Riella si era sempre professato innocente e appena ha avuto la possibilità, il 12 marzo 2022, è fuggito con l’idea di scomparire o in Sudamerica o in Africa. Quella rapina è diventata una condanna definitiva a otto anni di carcere. Ora questi altri due anni di carcere.
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