San Primo: la Regione non risponde alle critiche
Bellagio Interrogazione di Pd e Avs sul progetto dell’impianto sciistico. Il prossimo step è la progettazione?
Bellagio
Interrogazione dei consiglieri Onorio Rosati (Alleanza Verdi e sinistra) e Angelo Orsenigo (Pd) in Regione Lombardia, per chiedere se la Giunta intenda promuovere una revisione del progetto per il San Primo che escluda la realizzazione di nuovi impianti sciistici a bassa quota.
L’interrogazione fa seguito dell’audizione dello scorso 15 ottobre 2025, quando il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” è stato ricevuto dalle commissioni Ambiente e Territorio. Passati sette mesi i consiglieri Rosati e Orsenigo chiedono se, in linea con quanto emerso nel corso dell’audizione, la Giunta Regionale «...intenda promuovere una revisione progettuale che escluda la realizzazione di nuovi impianti sciistici a bassa quota, orientando le risorse verso interventi di riqualificazione ambientale, mobilità sostenibile, sentieristica e turismo lento», garantendo pertanto «coerenza tra investimenti regionali, politiche di adattamento climatico e sostenibilità economica delle aree montane».
L’audizione
A ottobre 2025, nell’audizione regionale il Coordinamento per il Monte San Primo, formato da 39 associazioni, aveva evidenziato criticità ambientali, climatiche ed economiche legate alla realizzazione di nuovi impianti sciistici.
«Nel corso del dibattito seguito all’audizione numerosi consiglieri – spiegano dal coordinamento - anche appartenenti ai gruppi di maggioranza, avevano espresso perplessità proprio rispetto alla sostenibilità ambientale ed economica della componente sciistica del progetto, dichiarando la necessità di un approfondimento e di una possibile revisione, ferma restando l’esigenza di riqualificare l’area. È stata pertanto prospettata - anche da parte di consiglieri di maggioranza - l’opportunità di rivedere la parte sciistica del progetto e di orientare le risorse verso interventi di riqualificazione ambientale e turismo sostenibile. Il presidente delle Commissioni aveva dichiarato la disponibilità a ulteriori audizioni e a eventuali interlocuzioni con giunta e assessorati competenti».
Nessuna posizione
La giunta regionale non ha risposto a nessuno dei quesiti posti da Rosati e Orsenigo. In pratica il Pirellone non assume alcuna posizione e pertanto il rischio è che ora l’iter proceda verso la progettazione definitiva ed esecutiva.
La Regione cita a supporto della propria posizione la nuova Strategia integrata regionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico, riconoscendo il rischio per il turismo invernale legato alla «diminuzione della copertura nevosa stagionale nelle aree montane lombarde» e alla «riduzione della praticabilità degli impianti sciistici e della operatività e redditività delle stazioni sciistiche».
Da queste premesse, però, non trae alcuna conseguenza per il caso concreto: il progetto del Monte San Primo viene ricondotto sotto la generica voce «destagionalizzazione e diversificazione delle attività», come se la realizzazione di impianti per lo sci, di un bacino per l’innevamento artificiale a 1.200 metri fosse coerente con un’offerta turistica annuale e con gli obiettivi di adattamento.
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