La sfida dei sindaci: «Buttiamo nel lago la terra del cantiere»

La proposta. La ricetta dei primi cittadini dopo che Anas si è detta favorevole a scaricare i materiali non inquinanti. A pesare per ora è il “no” al progetto da parte dell’Arpa

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Tremezzina

L’importante apertura di Anas - pur a fronte di una normativa farraginosa, che pone in contrasto normative su livelli differenti e che sin qui si è arrestata in particolare di fronte al fermo “no” di Arpa - circa il conferimento a lago (tramite tramogge) di una parte dei materiali di scavo in uscita dai due portali della variante piace ai sindaci del territorio.

Annuncio che a monte ha la riflessione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che un anno fa al nostro giornale aveva rimarcato come «in base a decreti che definisco assurdi, quelle che erano porzioni di roccia che una volta venivano utilizzati sistematicamente per realizzare spiagge e strade oggi devono essere stoccate a caro prezzo chissà dove».

Dotti: «Intervenga la Regione»

«Bene l’apertura dell’ad di Anas Claudio Andrea Gemme. Un annuncio, quello per il conferimento a lago di una parte dello “smarino” in uscita dalle gallerie della variante, che attendevamo - rimarca il sindaco di Argegno, Francesco Dotti -. Ora si tratta di far intervenire Regione Lombardia per i permessi del caso e il Governo per abbassare un po’ i parametri di riferimento, oggi leggermente più alti. Sottolineo in questo contesto che come Comune di Argegno nel 2007-2008 avevamo già presentato in Amministrazione provinciale un progetto di fattibilità per depositare a lago una parte dei materiali di scavo sul versante di Argegno. Per poter attuare il tutto servirà mettere in fila le autorizzazioni del caso, Soprintendenza in primis».

«Il via libera di Anas rappresenta già di per sé un passo avanti importante”. Per quel che concerne Argegno - zona pontile della NaviComo - lo “smarino” depositato a lago andrebbe “a rinforzare anche una parte di muro di sostegno della statale Regina, dove si notano - in un punto particolare - tre pilastri, che l’usura e il lago sicuramente stanno mettendo a dura prova»

Anche a Colonno - Comune che ospita il portale sud della variante - l’ipotesi di conferire a lago una parte dei materiali di scavo trova ampio consenso. «Credo che le parole dell’ad di Anas abbiano riscosso unanimi consensi nell’ottica di quella stretta collaborazione con il territorio che si spera possa continuare in maniera proficua nei mesi e negli anni a venire - fa notare il sindaco Davide Gandola -. Ogni Comune sa come impiegare quel materiale. A Colonno avremmo la possibilità di ampliare la piazza della Chiesa, ricavando anzitutto parcheggi che in un po’ tutti i paesi rivieraschi rappresentano una priorità. Ci sarebbe la possibilità di creare con l’ampliamento della piazza spazi di incontro e socialità rivolti alle famiglie. In fondo le piazze hanno sempre rappresentato l’anima dei paesi».

«Ora atti concreti»

«L’apertura di Anas, per nulla scontata, ora però deve essere accompagnata da atti e decisioni concrete, ovviamente prestando la massima attenzione alle normative non sempre di facile lettura. Per il nostro Comune si tratta di un approfondimento molto interessante rispetto a una partita che sembrava chiusa. Ben venga dunque la disponibilità ad un confronto nel merito di questa vicenda, ricordando che anche dal Governo - ne aveva dato notizia il vostro giornale - il ministro Giorgetti si era detto favorevole a questa soluzione».

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