Sulla statale Regina «senza la rotonda, resta il problema»: frontalieri ancora in coda dopo il valico

Valsolda - Porlezza Venerdì il momento peggiore, 50 minuti dalla dogana al semaforo in statale. L’ex sindacalista Sergio Aureli: «La rotatoria è l’unica soluzione, si deve fare pressione su Anas»

Valsolda - Porlezza

Il venerdì pomeriggio, da sempre, per la statale Regina da Oria a Menaggio è un giorno di traffico intenso: al normale flusso dei frontalieri si aggiungono infatti i lavoratori che durante la settimana si trattengono oltre confine. Venerdì scorso si sono registrati disagi e code fin dal mattino. A causa di un incidente avvenuto poco prima delle 8 in località Cinì, che è costato l’amputazione di un piede a un motociclista di Porlezza di 64 anni finito contro un’auto, la colonna di veicoli formatasi raggiungeva Piano Porlezza e i ritardi per l’ultimo flusso dei frontalieri sono risultati notevoli.

Un serpentone

Al rientro già dalle 17.30 un serpentone di veicoli ha iniziato ad allungarsi da Porlezza fino addirittura oltre la dogana. Si è trovato in colonna anche Sergio Aureli, ex sindacalista ed esperto di problemi transfrontalieri: «Cinquanta minuti per percorrere il tratto dalla dogana al semaforo di Porlezza – dice – . Tempi pazzeschi, soprattutto per chi rientra dalla Svizzera dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro».

E ancora affiora, inevitabile, il rammarico per la mancata rotatoria, che nel 2018 sembrava cosa fatta e che invece Anas, all’ultimo momento, non autorizzò. Se ne parla fin dal 2002 e sei anni fa, con il progetto pronto e già finanziato, in occasione del sopralluogo decisivo il capo compartimento Anas lo bocciò per la presenza di due passi carrai. Un’opera approvata a tutti i livelli dopo opportune correzioni e revisioni, a distanza di quasi vent’anni rimase di conseguenza sulla carta.

Il Comune di Porlezza, nei mesi scorsi, ha provveduto ad installare dei semafori intelligenti per cercare di snellire il traffico nel critico crocevia, ma nelle fasi di massima intensità, come il venerdì sera, i limiti emergono ancora in maniera inesorabile.

Il piano del traffico

L’assessore comunale alla viabilità, Paolo Muttoni, aveva riferito che l’Amministrazione aveva in animo di redigere un piano del traffico: sull’incrocio semaforico, in particolare, convergono migliaia di veicoli ogni giorno, provenienti anche dalla Val d’Intelvi, da Corrido e Carlazzo; anche i soli attraversamenti pedonali, nelle ore di punta, contribuiscono a creare rallentamenti e code. Il piano del traffico è dunque uno strumento indispensabile per mettere in atto le soluzioni più opportune alla luce dei problemi che si vengono a creare.

«Se dovesse emergere che non c’è alternativa alla rotatoria – aveva puntualizzato Muttoni – chiameremo a un tavolo Anas presentando il nostro studio e caldeggiando di nuovo la rotatoria». «E’ l’unica soluzione in grado di snellire la viabilità nelle ore di punta – commenta ancora Aureli – . Invito ancora tutti a fare pressioni affinché anche Anas si renda conto che non c’è alternativa».

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