Tragedia in alta quota sul Tambò: la vittima è di Pianello
Madesimo Marco Angelo Curti, 64 anni, originario del Lario, ritrovato senza vita sabato a oltre tremila metri. Resta da chiarire la dinamica: forse una caduta, le condizioni della neve o un cedimento dello strato sotto gli sci
Madesimo
Ha un nome la vittima dell’incidente mortale avvenuto sabato sul Pizzo Tambò: si tratta di Marco Angelo Curti, 64 anni, originario di Pianello del Lario. L’uomo ha perso la vita mentre praticava scialpinismo in solitaria lungo il versante italiano della montagna, nel territorio comunale di Madesimo.
La segnalazione
L’allarme è scattato quasi per caso nella giornata di sabato, grazie a una segnalazione giunta dalla Polizia elvetica, anche se l’allarme sarebbe stato lanciato da un altro escursionista che aveva assistito all’incidente per caso, guardando la montagna con un binocolo.
Nel corso della mattinata, durante un volo di ricognizione in elicottero, gli operatori svizzeri hanno individuato quello che appariva essere un corpo immobile sulla neve, a una quota superiore ai 3.000 metri. La posizione, sul versante italiano del Pizzo Tambò – montagna che si sviluppa lungo la linea di confine tra Italia e Svizzera in corrispondenza del Passo dello Spluga – ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. Nel pomeriggio di sabato è quindi intervenuto l’elisoccorso di Sondrio di Areu. Una volta raggiunto il punto indicato, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dello scialpinista. Il recupero della salma è stato effettuato direttamente dall’équipe dell’elicottero, in condizioni rese complesse dall’ambiente di alta quota e dalla morfologia del terreno.
A terra restavano, pronti a intervenire i tecnici della Stazione di Madesimo del Soccorso alpino, mentre nella piazzola di Mese era presente anche il Soccorso alpino della Guardia di finanza, a supporto delle operazioni di soccorso e recupero.
Le ricostruzioni
Secondo le prime ricostruzioni, Marco Angelo Curti si trovava da solo al momento dell’incidente, circostanza che spiegherebbe l’assenza di segnalazioni immediate dell’incidente e il ritrovamento della salma avvenuto in seguito soltanto grazie al sorvolo della zona da parte delle autorità svizzere.
Non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto, ma l’ipotesi più plausibile resta quella di una caduta lungo uno dei pendii ripidi ed esposti che caratterizzano la montagna. Non si esclude, fra le varie ipotesi, che a incidere possano essere state anche le condizioni della neve o un eventuale cedimento del terreno sotto gli sci, elementi che in quota possono mutare rapidamente e aumentare il rischio di incidenti. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire con precisione quanto accaduto.
Il legame con il Lario
Curti era proprietario di una casa a Pianello del Lario, anche se in paese si vedeva poco. Di Pianello è originaria la madre, Marinella, che aveva poi sposato un gravedonese trasferendosi nel paese di lui; a Gravedona aveva anche aperto e gestito a lungo un piccolo negozio d’alimentari. La vittima dell’incidente mortale di Madesimo era pertanto cresciuta nel paese del padre, dove risiede ancora anche uno dei tre fratelli. La notizia della tragica scomparsa è arrivata sabato anche in territorio altolariano. Curti era proprietario di una casa nella frazione di Belmonte, anche se in paese si vedeva poco, perché era quasi sempre impegnato a lavorare negli alpeggi. Sabato si era preso un giorno libero per farsi un’escursione con gli sci in quota, che però si è rivelata per lui fatale.
Il suo corpo è stato ritrovato grazie al sorvolo di un elicottero ma l’allarme sarebbe stato lanciato da un altro escursionista che, mentre osservava le montagna col binocolo, ha visto un corpo cadere nel vuoto. Le ricerche sarebbero state altrimenti molto più complicate.
Di Pianello è originaria la madre, Marinella, che aveva poi sposato un gravedonese trasferendosi nel paese di lui; a Gravedona aveva anche aperto e gestito a lungo un piccolo negozio d’alimentari nella strettoia semaforica di Castello. La vittima era pertanto cresciuta nel paese paterno, dove risiede ancora anche uno dei tre fratelli. «Ricordo bene il negozio della madre e conosco il fratello che sta qui – dice il sindaco di Gravedona ed Uniti, Cesare Soldarelli – . Marco l’ho visto davvero poche volte, ma sono ovviamente rattristato per quanto successo ed esprimo le più sentite condoglianze, anche a nome della comunità, ai famigliari». La compagna della vittima, Roberta, è di San Siro e anni addietro la coppia aveva vissuto per un po’ anche lì e lui lo si vedeva spesso impegnato a fare lavori di manutenzione nella proprietà. Poi i due hanno avuto anche una figlia e sul lago tornavano ormai raramente.
La notizia della tragica scomparsa dell’escursionista è arrivata sabato in territorio altolariano e molti, anche se come detto Curti viveva per lo più altrove, si sono stretti in affettuoso cordoglio ai parenti. L’anziana madre sta a Gravedona, mentre a Pianello vivono due suoi fratelli, zii di Marco Angelo. La salma dello sfortunato sessantaquattrenne si trova nella camera ardente delle pompe funebri Angelinetta a Dongo e i funerali si svolgeranno domani, alle 10, nella parrocchiale di San Martino a Pianello.
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