Udienza per Giulia, morta sulla Regina a Carate Urio. Patteggiano il fidanzato e l’autista

Appiano Accordo con il giudice per l’incidente in cui ha perso la vita la passeggera di 26 anni. Pena di un anno e mezzo al giovane che guidava la moto e di due anni al conducente dell’auto

Appiano Gentile

Aveva 26 anni Giulia Masiello, di Appiano Gentile, quando tutto attorno a lei, alla sua famiglia, ai suoi amici crollò. Era in compagnia del fidanzato, in sella ad una moto di grossa cilindrata e scendeva dalla Regina, in direzione di Como. Era estate e faceva caldo. All’altezza del territorio comunale di Carate Urio e di una svolta in prossimità di un semaforo, una Fiat 500 – che stava girando a sinistra – si parò davanti alla Suzuki Gsx-R 1000 su cui si trovavano i due giovani e che scendeva ad una velocità eccessiva. Lo schianto non le lasciò scampo, sbalzata dalla moto e finita contro l’auto, mentre il fidanzato volava oltre.

La Procura

La Procura, ricevuta la ricostruzione dell’incidente, con le traiettorie dei veicoli e le loro andatura, iscrisse sul registro degli indagati sia l’anziano che era al volante dell’auto e che stava svoltando, sia il fidanzato di Giulia. E in queste ore le parti si sono ritrovate davanti al giudice per patteggiare la pena che ha chiuso questo straziante fascicolo penale.

Giuliano Balestrini, 81 anni di Como, ha patteggiato la pena di 2 anni dopo un accordo che era stato raggiunto con il pubblico ministero Antonio Nalesso. Era accusato non solo dell’incidente mortale, ma anche di lesioni al fidanzato di Giulia che fu ricoverato e poi dimesso con una prognosi «non inferiore ad otto mesi».

Andrea Zordan, 29 anni di Olgiate Comasco, il ragazzo che era alla guida della moto, ha patteggiato a sua volta un anno e mezzo di pena perché ritenuto pure lui responsabile di quell’incidente che risale al 4 giugno del 2022. I due accordi sulla pena sono già stati ratificati dal giudice dell’udienza preliminare di Como Maria Elisabetta De Benedetto.

I parenti

In aula ad assistere alla lettura del patteggiamento c’era anche l’avvocato Pierpaolo Livio, in rappresentanza della famiglia della vittima: «I genitori e i fratelli di Giulia per tramite del loro difensore – ha commentato il legale – manifestano soddisfazione per l’applicazione della pena nei confronti degli imputati che ritengono congrua ed espressione dell’effettiva ripartizione della responsabilità fra i due nella causazione del sinistro». Secondo la procura di Como e la ricostruzione effettuata del sinistro, infatti, sia l’anziano sia il ragazzo giocarono un ruolo in quanto accadde anche se per motivi diversi.

All’anziano che conduceva la Fiat 500 era stato imputato il non aver prestato attenzione alla moto che scendeva lungo la Regina a Carate Urio, non dandole precedenza e svoltando a sinistra frapponendosi così alla strada che stava percorrendo la Suzuki su cui c’era la giovane di Appiano. Al fidanzato, che guidava la moto, il pm ha contestato invece l’eccessiva velocità che era, secondo quanto stabilito in fase di indagine, il doppio di quanto era consentito in quel punto della strada. L’esito di quelle infrazioni al codice non lasciò scampo alla giovane, sbalzata dalla moto in frenata e finita contro l’auto. La famiglia della vittima, non costituita parte civile dopo il risarcimento, è stata comunque sempre presente in aula.

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