Un bellagino tra i portabandiera alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi: «Rilancio un messaggio di pace»

Bellagio Filippo Grandi, ex alto commissario Onu e vicepresidente della Fondazione rifugiati: «Che emozione alla cerimonia d’apertura, felice di aver rappresentato anche il lago di Como»

Bellagio

C’era un bellagino tra i portabandiera alla cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali di Milano - Cortina 2026. Filippo Grandi era tra chi ha accompagnato la bandiera olimpica. L’ex alto commissario delle Nazioni Unite, ora vicepresidente della Fondazione del rifugio olimpico, è stato scelto per il suo lungo impegno di trent’anni nel alto commissariato di cui è stato presidente dal primo gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2025.

«Mattarella, grande presidente»

Grandi è ancora alle olimpiadi e ieri era impegnato a seguire il pattinaggio, ma la mente andava comunque alla pace olimpica: «La tregua olimpica nasce nelle olimpiadi antiche, ed era dovuta alla necessità di raggiungere il luogo in cui si tenevano, per questo si arrivava alla pace: è un bel concetto. Purtroppo in questi giorni le guerre continuano, le violenze a Gaza, le guerre meno conosciute come in Sudan e in Birmania, e non si parla neppure lontanamente di tregua olimpica. Io riporto e faccio mie le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Bisogna perseguire la pace con ostinata determinazione».

Grandi ha seguito con attenzione la cerimonia inaugurale e proprio il ruolo di Mattarella l’ha colpito molto: «È un grande presidente, l’ha dimostrato ancora una volta con il suo arrivo in tram con Valentino Rossi, andando a interpretare quei valori propri e rappresentando uno dei simboli di Milano».

Grandi si sente milanese e bellagino: «Sono fiero di aver rappresentato Bellagio nella cerimonia olimpica, ho ricevuto tanti messaggi dal paese. Per me Bellagio è il posto dell’anima, la mia famiglia è bellagina e c’è un legame molto importante. Ho casa a Bellagio e qui passo diverso tempo. Il lavoro mi ha portato in giro per il mondo ma recentemente sono stato invitato all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università statale di Milano e ora appunto alle cerimonia per l’inaugurazione delle olimpiadi a San Siro. Li ritengo gesti che mi riportano al mio Paese e alla mia città».

Grande l’emozione di aver portato la bandiera olimpica: «Un’emozione importante, anche perché rappresentavo parte del discorso olimpico di pace, collaborazione e fraternità che sono stati i concetti guida della mia vita».

«Tanti messaggi dal paese»

Il bellagio è ora vicepresidente della Fondazione del rifugio olimpico: «Organizziamo i progetti per i rifugiati e abbiamo anche la squadra olimpica dei rifugiati, che non partecipa a queste olimpiadi perché sono invernali e i paesi da cui provengono non sono legati a questo tipo di competizioni».

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite ha assistito 60milioni di persone dal 1950 quando ha iniziato ad operare, tra i riconoscimenti due Nobel per la pace nel 1954 e 1981. Grandi, figlio di un ex sindaco di Bellagio, l’architetto Antonio Grandi, è da oltre 30 anni nelle Nazioni Unite e si è occupato di dirigere le operazioni in alcuni dei paesi più caldi del globo, tra cui Kenya, Benin, Ghana, Liberia, Repubblica Centrafricana, Yemen, Congo e Afghanistan. Ha pubblicato anche un libro: “Rifugi e ritorni. Storie del mio lungo viaggio tra rifugiati, filantropi e assassini”.

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