Cronaca / Lago e valli
Giovedì 05 Febbraio 2026
Un caffè vista lago a 5,40 euro? «Qui ormai sono zone rinomate»
Il caso Al bar Centrale di Menaggio un cappuccino costa 3.60 euro, un caffè normale 2.70 e una brioche liscia 2.50. Uno dei titolari: «I prezzi sono frutto dell’incontro fra domanda e offerta e in piazza Garibaldi anche il costo degli immobili è ben superiore rispetto alle aree circostanti»
Un caffè doppio 5.40 euro; un cappuccino 3.60, un caffè normale 2.70 e una brioche liscia 2.50. Morale: un cliente di Inverigo assicura di non aver creduto ai suoi occhi quando ha letto sullo scontrino del bar Centrale di Menaggio la cifra del conto, 14.20 euro.
«Piazza centrale, vista lago, tutto bello – è il suo commento – ma i prezzi sono da infarto».
Gli operatori lariani ne approfittano o è lecito fissare dei prezzi in base al contesto e alla qualità del servizio? I clienti vanno tutelati o sono tenuti ad informarsi sui prezzi prima di sedersi in un bar?
Il bar Centrale, come tutti riconoscono, è uno dei pochissimi locali, se non l’unico della sponda occidentale, a rimanere aperto per l’intero arco dell’anno, anche a Natale: «Non è la prima volta che si polemizza sui prezzi – interviene uno dei titolari, Filippo Beretta – . I prezzi sono frutto dell’incontro fra domanda e offerta e in piazza Garibaldi anche il costo degli immobili è ben superiore rispetto alle aree circostanti. Mettiamoci anche che noi utilizziamo una miscela di caffè che costa il doppio di tutte le altre, che i clienti sono stati serviti al tavolo e che i prezzi sono comunque ben esposti. A fronte di qualcuno scontento, molti altri, anche italiani, ritengono i prezzi meritevoli e lasciano persino la mancia».
«Detto questo – aggiunge Beretta – è risaputo che il Lago di Como fa ormai parte delle località rinomate e non a caso si susseguono gli investimenti di blasonati gruppi alberghieri internazionali nel territorio. Sta agli operatori commerciali essere congrui e onesti e non abusare di questo appeal e sarà solo il tempo a dire se saremo stati bravi».
«Servizio di prim’ordine»
Il sindaco del paese, Michele Spaggiari, fa un distinguo: «Quando il servizio è di prim’ordine, con un congruo numero di dipendenti, qualità del locale e delle consumazioni, credo che i prezzi possano essere rapportati all’offerta, anche perché, in generale, il costo d’affitto dei locali è aumentato. C’è poi chi approfitta e rovina la piazza – aggiunge il primo cittadino – ma non è certo il caso del bar Centrale».
Difende Beretta anche il vicepresidente della Camera di commercio, Giuseppe Rasella: «Come in qualunque altro ambito, anche chi gestisce un bar ha il diritto di fissare dei prezzi sulla base del servizio offerto e il cliente decide consumare da lui o altrove, valutando affidabilità, capacità e qualità. Conosco i titolari del bar Centrale di Menaggio e non dubiterei mai della loro professionalità; credo che il loro locale sia l’unico o uno dei pochissimi aperti tutto l’anno, a testimonianza di uno spirito di servizio non comune».
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