Variante della Tremezzina, svelato l’ultimo bluff: tre anni di ritardo sul cantiere

Dopo mesi contrassegnati da incertezze, Anas ha svelato la nuova data di fine lavori al termine del terzo Tavolo di regia di cantiere ospitato a Menaggio, annunciando che «l’obiettivo è completare i lavori entro aprile 2031, recuperando progressivamente i ritardi accumulati»

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Menaggio

Serviranno altri tre anni di paziente attesa, rispetto alla data del 10 aprile 2028 (quest’ultima fissata a 640 giorni da oggi secondo il countdown del nostro giornale), per vedere ultimati i lavori della variante della Tremezzina.

Dopo mesi contrassegnati da incertezze, giovedì Anas ha svelato la nuova data di fine lavori al termine del terzo Tavolo di regia di cantiere ospitato a Menaggio, annunciando che «l’obiettivo è completare i lavori entro aprile 2031, recuperando progressivamente i ritardi accumulati». Per fare ciò, il cantiere - da settembre - entrerà progressivamente a pieno regime, prevedendo l’impiego di oltre 200 operai distribuiti “su più fronti operativi”. Che sia l’ennesimo annuncio “spot” o che finalmente la variante della Tremezzina abbia imboccato la strada giusta lo dirà solo il tempo.

Giovedì mattina ci ha pensato dunque l’ad di Anas Claudio Andrea Gemme - per la seconda volta al Tavolo di regia di cantiere - a svelare la nuova data di fine lavori, ponendo fine a una serie di ipotesi e di voci che si rincormezzo miliardo di euro. Altra variabile non di poco conto.

In tutte queste dinamiche ha avuto un peso preponderante, l’accordo sul trasporto e conferimento del materiale contenente arsenico naturale in uscita dalla Ca’ Bianca a Griante, dove le “volate” al salto di montone sono riprese dopo due anni di stop, in cui Anas e impresa hanno cercato (passando per il Collegio consultivo tecnico) ed alla fine trovato un’intesa tecnica, ma soprattutto economica.

«Stiamo lavorando su due fronti, uno a Colonno che si attesta ad un chilometro e 300 metri ed a 930 metri ed uno a Griante che è ripartito - la sottolineatura di Gemme -. Non abbiamo ancora ragionato sui lavori “sette su sette”. Il cronoprogramma che traguarda una consegna ad aprile 2031 è basato su lavori “cinque giorni su sette”. Cronoprogramma che può essere migliorato, questo è fuori di dubbio, rispetto a delle sequenze di transiti che devono essere concordati con i Comuni e la popolazione, che deve appoggiare i sindaci».

A precisa domanda e cioè se quella di aprile 2031 sia una data scolpita nella roccia, Gemme ha risposto «al momento sì». «È ciò che abbiamo previsto considerando tutte le varianti, modifiche, aggiunte e complessità che abbiamo trovato cammin facendo - le parole dell’ad di Anas -. Parlo dell’arsenico a Griante, ma anche degli idrocarburi a Colonno. C’è la ferma volontà di concludere i lavori ad aprile 2031».

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