Variante, la gente non ne può più: «Ritardo assurdo, va recuperato»
Tremezzina Pazienza terminata per i residenti, esasperati dal traffico che condiziona le vite. «I cittadini vanno rispettati». «Non è possibile impiegare due ore di auto da Lenno a Colonno»
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Tremezzina
Pazienza finita, soprattutto con la Regina sotto il costante scacco del traffico. L’umore dei cittadini è facilmente comprensibile dopo l’annuncio della “fine lavori” della variante posticipato all’aprile 2031.
Umore che diventa ancor più cupo se si pensa alle precarie condizioni di salute dell’attuale tracciato della statale, dove - nonostante le varie contromisure in essere - lunghe code e ingorghi (come quello avvenuto giovedì) sono sempre dietro l’angolo. Non mancano però le proposte, come quella formulata dall’ex assessore del Comune di Como Nini Binda.
«Nell’agosto del 2021, all’immediata vigilia della “fase uno” dei lavori della variante, avevo proposto di realizzare un “ponte di barche” parallelo alla statale - le sue parole -. Mi si obiettò che era troppo complesso realizzarlo per l’elevato dislivello. So per esperienza che le imprese audaci sono difficili da portare a termine. Bastava osare all’epoca ed oggi magari non staremmo parlando di code e mezzi pesanti incastrati dentro le strettoie”. L’attenzione è nel contempo rivolta alla nuova “fine lavori” per la variante fissata per aprile 2031.
«La matematica è un’opinione»
«Per Anas la matematica è una mera opinione - conferma Norberto Fasoli -. In quattro anni e e mezzo di cantiere sono stati realizzati 1300 metri di scavo a Colonno e poco o nulla a Griante. Ora si parla di aprile 2031 come termine contrattuale dei lavori. Mi chiedo come sia possibile che da qui al 2031 si possa realizzare l’80% delle opere mancanti, compreso il viadotto sul torrente Perlana tra Ossuccio e Lenno. Opera per nulla di facile realizzazione».
Secondo Giambattista Bordoli - che ben conosce le dinamiche della Regina - «la variante della Tremezzina è l’unica soluzione per poter risolvere i problemi con cui quotidianamente si interfaccia la statale. Al ministro Matteo Salvini il territorio chiede una sola cosa, certezze circa le tempistiche dei lavori, dopo questi quattro anno e mezzo di cantiere in cui è accaduto un po’ di tutto».
«Basta con gli stop»
«Cosa accadrà alla viabilità lungo la Regina da qui al 2031? Perché non c’è solo la variante cui pensare, confidando che questa volta i lavori riprendano senza fermarsi più - si chiede Sandro Riva -. Cito la mia esperienza diretta di qualche giorno fa, Menaggio Lenno un quarto d’ora, Lenno Colonno quasi due ore. Non se ne può davvero più”. Viabilità sotto la lente della riflessione anche di Cinzia Fenu.
«Viaggiare lungo la nostra statale significa confrontarsi ogni giorno con un enorme punto interrogativo - conferma -. Sai quando parti, ma non sai quando arrivi. E non è affatto bello dover convivere quotidianamente con questa incognita. Se da Lenno a Cernobbio a volte ci si impiegano anche due ore, con le strettoie intasate e impercorribili anche da parte dei mezzi di soccorso, davvero c’è qualcosa che non va e che merita una risposta concreta».
Che la pazienza dei cittadini sia ormai oltre la soglia di tolleranza lo certificano anche le parole di Cinzia Caprani. «Addirittura si era parlato di lavori della variante ultimati per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 - fa notare -. Nell’incontro di giovedì è emerso che il quadro contrattuale è stato ridefinito e che la nuova fine lavori è fissata per aprile 2031. Non sono in alcun modo fiduciosa rispetto a questa nuova data, dopo le vicissitudini vissute in questi quattro anni e mezzo di cantiere. Il dato oggettivo è che noi cittadini dobbiamo fare i conti ogni singolo giorno ed ogni singolo momento con infiniti disagi”. Forte preoccupazione per la fine lavori ad aprile 2031 la si nota anche nella riflessione di Pietro Vanini, che si fa interprete dello “scetticismo dei cittadini di fronte a questo ulteriore slittamento per l’ultimazione della variante”.
«La situazione della statale Regina è al collasso - conferma -. E questo incide sulla qualità della vita di chi è costretto a percorrere ogni giorno la Regina per necessità, per lavoro, per motivi di studio e per le incombenze quotidiane. Occorre perciò garantire sicurezza e rapidità negli spostamenti, fondamentali soprattutto in caso di emergenza”.
«In attesa della variante, priorità inderogabile per il territorio, servono anche allargamenti e opere complementari come quelle che garantirebbero un accesso più agevole al cimitero di Colonno - rimarca Silvia Caprani -. Si sarebbe potuto osare di più anni addietro. Penso alle case abbandonate e fatiscenti presenti sul tracciato della Regina, che con i giusti accordi ora avrebbero lasciato spazio ad un tracciato della statale più ampio e percorribile”.
«Ora servono i fatti»
Infine, Sergio “Cimino” Bordoli, secondo cui «il tempo delle parole è finito da un pezzo. Parole ne sono state dette tante, ma la variante è ferma a un chilometro e trecento metri di scavo a Colonno. Chi vive o transita ogni giorno lungo la Regina ormai non sa più cosa pensare una volta che si mette in macchina. E questo non va bene».
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