Addio a Vanessa, travolta dalla valanga. Una folla per darle l’ultimo saluto

Il funerale Le note di Angels sul sagrato della chiesa di Uboldo in un clima irreale. Il dolore composto dei famigliari e degli amici, la commozione nelle parole del sacerdote

“C’è ’un angelo che guarda il mio destino”: le note dell’intensa canzone “Angels” di Robbie Wiliams hanno risuonato ieri pomeriggio, in un clima irreale, vicino al sagrato della chiesa parrocchiale di Uboldo, davanti a una bara bianca, nel dolore composto e intenso dei familiari e amici, nel giorno dell’ultimo saluto a Vanessa Gatti, 30 anni, che ha tragicamente perso la vita domenica scorsa nella zona dell’alta val Formazza (Verbania) con Riccardo Biancon 53 anni.

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Da un paio d’anni la giovane si era trasferita a Turate, nella zona residenziale di via Carlo Porta dal vicino Comune di Origgio, dove aveva sempre vissuto. Come ha spiegato dall’altare il parroco di Origgio e Uboldo, don Riccardo Pontani, non è stato possibile celebrare le esequie funebri nelle chiesa di Origgio, dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione e che non è quindi agibile.

«Incredulità e solitudine

In tanti hanno però voluto essere vicini ai famigliari della sfortunata giovane e l’ampia chiesa del paese ha presto visto tutti esauriti i posti disponibili. «Dopo un lutto di una parente a cui ero legata, per confortarmi, avevi scritto uno dei tanti messaggi che spesso ci scambiavamo dicendo che adesso un angelo mi è vicino – è stato il commosso saluto, al termine della cerimonia di Elena Livio, amica della giovane dalle scuole superiori – ora provo soltanto grande dolore e incredulità nel pensare che non ci vedremo più, ma sono certa che continueremo a sentirci vicine».

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Toccante è stata anche l’omelia di don Riccardo. «Davanti a tanto dolore una parola e poco e due sono troppe, come pure per cercare di portare consolazione o esprimere e racchiudere tutta una vita – sono state le parole del parroco – ma è nella nostra fede la risposta alle tante domande che viene spontaneo porsi in questo momento: noi sappiamo che la morte non è la fine di tutto e che possiamo sentire Vanessa ancora presente, perché la sua anima è con Dio. Lei che amava salire in alto è sulle vette più alte di Nostro Signore, dove vi è una pienezza di vita che non possiamo comprendere. L’unico modo sincero per esprimere vicinanza e affetto ai suoi famigliari è nella preghiera, in grado di infonderci la speranza di cui in questo doloroso momento abbiamo bisogno, mentre Vanessa continuerà certamente a vegliare dall’alto a tutte le persone che le hanno voluto bene».

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