Aggredì il compagno della sua ex.
Animalista a processo

Turate In Tribunale a Como si è tenuta la prima udienza per l’ipotesi di reato di lesioni aggravate

E’ noto in tutta Italia per essere uno degli animalisti di ferro, leader del movimento Centopercentoanimalisti. Ieri mattina però il nome di Paolo Mocavero, 63 anni, originario di Padova ma residente in provincia di Trento, è finito a processo a Como per una vicenda che con gli animali ha poco a che fare. E’ stato infatti chiamato a rispondere della presunta aggressione, con un complice pure lui a processo (Gabriele Balestracci, toscano di 36 anni residente nella Bergamasca) ad un uomo “colpevole” di essere diventato il compagno della sua ex, una donna di Turate.

Il fascicolo era arrivato in riva al Lago di Como proprio per questo, perché la brutale aggressione finita nelle pagine del fascicolo del pm Simone Pizzotti avvenne a Turate il 22 aprile del 2023. Le ipotesi di reato parlano di lesioni personali aggravate (la vittima, cui venne fratturato il femore, riportò oltre 40 giorni di prognosi) e anche di minacce contestate solo a Mocavero, in quanto sulle pagine social dei gruppi animalisti accusò il rivale in amore di aver tradito la loro «fratellanza» andando con quella che era stata la sua compagna.

La prima udienza di questo processo che promette scintille, è avvenuta ieri mattina e si è chiusa con un rinvio – per entrare nel merito della questione – al prossimo mese di giugno. L’aggressione avvenne dopo una manifestazione che il movimento animalista aveva tenuto a Saronno. Mentre l’uomo – 59 anni, di origine romana – andava a Turate a far visita alla compagna, fu avvicinato da due uomini che agirono con i volto nascosto, che lo buttarono contro un cancello e cominciarono a colpirlo con violenza con calci, anche quando era a terra. Le indagini dei carabinieri della stazione di Turate permisero di risalire ai due indagati, riscontrando i sospetti della vittima e della donna residente in paese, e incrociando i dati con i passaggi delle auto dalle telecamere di Turate. Inoltre, c’erano quelle minacce sui social che già lasciavano intendere quello che avrebbe potuto accadere. La qui l’iscrizione sul registro degli indagati dei due uomini e il processo che si è aperto ieri. La vittima si è costituita parte civile.

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