Allarme legionella nella casa di riposo a Turate: due morti sospette

Rsa San Giacomo Le analisi sono state effettuate da Ats a fine giugno e gli esiti sono arrivati il 4 agosto. Ordinanza del sindaco per eliminare il problema. Esami sui corpi per capire se c’è stato contagio

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Turate

Legionella nella rsa “San Giacomo” di piazza Volta, a segnalarlo è stata Ats Insubria, che ha di conseguenza disposto e richiesto un piano di intervento, rapidamente attuato da parte di responsabili della casa di riposo.

Ieri è stata disposta, sulla base di un esposto, la riesumazione della salma di un ospite della struttura protetta e sono stati per il momento fermati i funerali di un altro anziano che era nella struttura, verificando la situazione sanitaria nel frattempo emersa.

Le verifiche

Da quel che risulta, nell’esposto presentato in procura (che pare non sia stato portato avanti da privati, ma forse da Ats Insubria stessa) non sarebbe stato ipotizzato alcun tipo di reato e al momento non ci sono indagati: l’obbiettivo è quello di verificare che non ci sia un legame diretto tra i decessi e la contaminazione da batterio di legionella. Sembra che i due ospiti non avessero alcun sintomo particolare.

«In attuazione del Piano controlli 2026 del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria è stato effettuato campionamento nella struttura in oggetto – viene reso noto nell’ordinanza emanata il 5 agosto da parte della sindaca Roberta Clerici - dalle risultanze analitiche, pervenute in data 4 agosto, sono emerse non conformità, tempestivamente comunicate al personale amministrativo della segreteria della struttura».

Le operazioni

Ats ha quindi proposto alla sindaca , quale massima autorità sanitaria locale, di adottare un’ordinanza contingibile e urgente “anti legionella” e cioè «finalizzata al ripristino delle condizioni di conformità igienicosanitaria dell’impianto idrico – viene ricordato nell’ordinanza che è stata emessa dal Comune - mediante l’immediata esecuzione degli interventi di bonifica della rete di distribuzione dell’acqua sanitaria, l’eliminazione delle non conformità analitiche riscontrate e la rimozione delle criticità rilevate».

Tra gli interventi richiesti vi sono ad esempio anche «garantire un rafforzamento della sorveglianza clinica, in particolare per i pazienti a rischio, revisionare il Piano di prevenzione e controllo del rischio legionellosi, la definizione delle procedure di manutenzione ordinaria e straordinaria, pulizia e disinfezione degli impianti, pulizia e la disincrostazione di tutti i punti terminali dell’impianto, con successivo accurato lavaggio. Al termine degli interventi di bonifica dovrà essere effettuato un campionamento di verifica almeno nei punti risultati positivi, finalizzato ad accertare l’efficacia delle misure adottate; gli esiti delle analisi microbiologiche di ricontrollo dovranno essere trasmessi ad Ats Insubria e in Comune.

«Quel che posso dire è che tutti gli interventi ed adempimenti richiesti sono stati subito attuati – fa sapere Filippo Mazzoleni - non siamo a conoscenza di altro, in generale vi sono stati dei decessi ma non ci risultano connessioni con la questioni della legionella, su cui siamo già intervenuti, attuando quanto stabilito da Comune e Ats».

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