Appiano, emergenza cinghiali al Parco Pineta: domani un incontro dedicato

L’appuntamento alle 21 in sala consiliare, organizzato dalle sezioni della Lega di Appiano Gentile e di Mozzate. «Presenza esponenziale di capi che causa ingenti danni sia in termini di distruzione del territorio, con specie arboree autoctone che rischiano l’estinzione, sia di mancati guadagni per gli operatori agricoli»

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Appiano Gentile

Emergenza cinghiali nei territori del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Il tema sarà affrontato in un incontro pubblico ad Appiano Gentile, in programma venerdì alle 21 in sala consiliare, organizzato dalle sezioni della Lega di Appiano Gentile e di Mozzate. «All’interno del polmone verde si registra una presenza esponenziale di capi, sempre più crescente, che causa ingenti danni sia in termini di distruzione del territorio, con specie arboree autoctone che rischiano l’estinzione, sia di mancati guadagni per gli operatori agricoli – osservano Sara Volonterio e Denis Bettoni, presidenti rispettivamente della sezione della Lega di Appiano e di quella di Mozzate - Sebbene Regione Lombardia, negli ultimi anni, abbia recepito le normative nazionali e adottato provvedimenti specifici per cercare di gestire al meglio la piaga del cinghiale, ciò non è stato sufficiente. Riteniamo serva un intervento normativo diverso, maggiormente mirato e che preveda la possibilità di abbattimento all’interno dell’area del Parco e che apporti alle regolamentazioni attuali tutte quelle modifiche necessarie volte al raggiungimento dello scopo. Specialmente nel territorio del Comasco e nel Varesotto la situazione è drammatica rispetto ad altri territori in cui non vigono discipline più stringenti. Vanno approvati regolamenti che legittimino, all’interno del Parco, abbattimenti massivi sino alla eradicazione della specie». La lega insiste: «Non si può attendere che siano gli animali a portarsi lungo il confine esterno del Parco per poter essere abbattuti, né si deve accontentarsi di qualche gabbia posizionata qua e là all’interno del territorio o, ancora, dell’acquisto di qualche recinto perimetrale per la difesa dagli attacchi degli ungulati. Se la caccia al cinghiale continua a essere vietata all’interno del Parco, si genera un corto circuito che vede da un lato il crearsi di una barriera invalicabile per i cacciatori, costituita dal confine del Parco oltre al quale non possono essere abbattuti, e dall’altro l’accrescimento esponenziale di cinghiali che, non venendo soppressi, continuano a proliferare».

Dalla proposta alla critica. «L’Ente Parco deve fare di più. Il cinghiale non è compatibile con le colture e attività dei nostri territori, va eradicato e non è sufficiente minimizzare il problema forti del fatto che “La legge regionale c’è e viene già osservata”. E’ proprio per tutelare flora e fauna che popolano il Parco che si deve intervenire in maniera radicale, prevedendo legittimi abbattimenti anche all’interno del medesimo – conclude la Lega - Vogliamo sensibilizzare i nostri amministratori e i gestori del Parco (Comuni del

Consorzio ed Ente Parco) affinché venga modificata la disciplina della caccia all’interno dell’area protetta».

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