Casi sospetti di ebola, l’assessore Bertolaso tranquillizza: «Esami negativi, è un batterio gastroenterico»

Lurate- Bulgarograsso Allarme rientrato, si sarebbe trattato di un «normale protocollo di prevenzione»

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«Ebola? Normale protocollo di prevenzione». La Regione ieri ha indetto una conferenza stampa per spiegare il motivo dei due ricoveri al centro malattie infettive del Sacco disposte per i due comaschi, con sintomi, rientrati dall’Uganda. Interessate due famiglie di cooperanti di Bulgarograsso e Lurate Caccivio. Alla fine della giornata l’infezione si è rivelata causata un batterio gastroenterico, non ebola o malaria.

«Siamo andati a prelevare due cittadini come misura preventiva – ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – non era una notizia che intendevamo diffondere perché si tratta di un meccanismo automatico. Seppur in assenza di certezze il punto stampa è comunque utile ad evitare illazioni, visto che dei responsabili comunali hanno ben pensato di diffondere notizie. E’ successo che sette italiani componenti di due famiglie sono rientrati dall’Uganda, da una zona non lontano confine con il Congo il Ruanda, un’area interessata dall’emergenza ebola. Sono tornati dopo una permanenza di circa tre mesi. Sono volontari cooperanti, gente che è là per prestare aiuto ad una popolazione sofferente attraverso realtà cattoliche. Due soggetti dei due nuclei hanno mostrato una sintomatologia. Una grave con un interessamento anche a livello cerebrale». Una mamma di 33 anni, con una figlia che in Africa ha contratto e superato la malaria. «Infatti noi immaginiamo si tratti anche per lei di malaria, non di ebola – così ancora Bertolaso, ma poi in serata si è accertato essere un batterio gastroenterico - Questa signora ha però complicanze importanti. Arrivata al Sacco abbiamo allertato anche la terapia intensiva, vista la febbre molto alta e dei segnali anche di tipo neurologico. L’altro paziente invece ha sintomi più lievi, anche di tipo gastrointestinale». Entrambi i pazienti sono in isolamento. Le famiglie anche, ma a casa, salvo una persona che stava andando al lavoro ed è stata richiamata a domicilio.

Alla Regione, in accordo con il Ministero della Salute sentito direttamente il ministro Orazio Schillaci, tocca comunque intervenire con tempismo.

Alla fine della giornata ecco l’esito negativo dei test per l’ebola. Niente malaria, bensì il batterio Shigella che dà disturbi gastroenterici. I due pazienti restano monitorati in cura.

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