Con una mazza in auto, preso sulla via di Milano
Le indagini La Polizia intercetta un giovane di Cadorago. Altre perquisizioni sul Lario tra cui leader del 17 ottobre
Lettura 1 min.Diciamocelo: i professionisti degli scontri di piazza sono un filo meno sprovveduti di questo manipolo di giovani senza ideologia né idee, ma con tanta voglia di far danni. Prendiamo il ventenne di Cadorago intercettato ieri mattina dagli agenti della Squadra mobile, nell’ambito di un nuovo massiccio numero di perquisizioni (123 in tutta Italia) deciso a livello nazionale contro il gruppo 17 ottobre, la data delle prime devastazioni a Milano. Quando i poliziotti hanno bussato a casa sua, questo ragazzino, già protagonista sulle chat che avevano inneggiato agli incidenti della scorsa settimana, si è fatto sorprendere con le mani nella marmellata. Anzi: con la testa nel passamontagna. Idealmente, chiaro: sulla sua auto, infatti, gli investigatori comaschi hanno trovato passamontagna e mazza da baseball. E quando gli hanno chiesto a quale partita dovesse andare, ha risposto: a Milano per le proteste. Bene, ma non benissimo. Anche perché, ragazzo mio: da giorni i poliziotti perquisiscono chiunque abbia anche solo respirato il 17 ottobre scorso, e tu ti fai sorprendere con gli attrezzi del mestiere in macchina?
L’ennesimo blitz all’alba ha decisamente bagnato le polveri a chi immaginava un sabato di assalti e saccheggi anche lungo le vie dello shopping comasco. Se a questo aggiungiamo la presenza di Polizia, Carabinieri, Finanza, Polizia locale e provinciale in ben 11 postazioni diversi della città e non solo, anche quei pochi irriducibili devono aver pensato: oggi le devastazioni le tentiamo domani.
Il lavoro della Digos, coordinata direttamente dal procuratore capo Massimo Astori, è servito eccome. Anche a rasserenare un po’ gli animi: molti negozianti hanno ammesso di aver deciso di lavorare normalmente alla luce della risposta degli inquirenti.
Tornando alle perquisizioni, ieri mattina tra i quattro comaschi indagati (questa volta tutti maggiorenni) c’era anche uno dei leader del movimento 17 ottobre. Un ragazzo di 24 anni residente nella zona di Appiano Gentile e tra i fondatori del gruppo whatsapp che lo scorso weekend aveva sorpreso tutti a Milano.
Si chiude così una settimana di allarme, ma gestita dal punto di vista investigativo e preventivo nel migliore dei modi. Tanto per dire: non si è visto un manganello e neppure un casco, ieri. Né nelle zone dei minacciati saccheggi, né attorno allo stadio dove alle 15 giocava il Como. Certo, la presenza delle divise è servita anche come impatto visivo. Ma alla fine sono state le squadra in borghese a garantire una gestione vicina alla perfezione. Tanto tuonò che non piovve. E anche se avesse piovuto, avevamo tutti quanti gli ombrelli.
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