«Cristina odiava la tristezza: la ricorderemo con una festa»

Parla Angelica Luraschi, madre di Cristina Colturi, morta a 28 anni per le gravi ferite riportate in un incidente venerdì a Tenerife durante un volo con un parapendio biposto sulla spiaggia di La Enramada, nella municipalità di Adej

Castelnuovo Bozzente

«Cristina odiava la tristezza. Portava gioia ovunque andasse e la ricorderemo, con una festa e con il suo bellissimo sorriso». Così Angelica Luraschi, madre di Cristina Colturi, morta a 28 anni per le gravi ferite riportate in un incidente venerdì a Tenerife – dove si era trasferita - durante un volo con un parapendio biposto sulla spiaggia di La Enramada, nella municipalità di Adej.

I familiari – mamma Angelica, papà Remo, i fratelli Moreno e Tiziana e la cognata – sono rientrati ieri sera da Tenerife, dove erano volati sabato. Hanno sbrigato tutte le pratiche burocratiche e salutato Cristina con infinita tenerezza. «Siamo stati con lei in ospedale fino alle 12.30 di lunedì – racconta la madre, per 34 anni cuoca alla locale materna –. Era attaccata alle macchine che la tenevano in vita per l’espianto degli organi. Era come se stesse dormendo, calda, profumata, bellissima. L’abbiamo baciata, abbracciata, le abbiamo parlato. Il suo fidanzato, Pedro (cantante), le ha dedicato la canzone “Perfect“ di Ed Sheeran. Cristina l’aveva conosciuto mentre lui, fuori da un bar, cantava questo brano. Già lì si era innamorata di lui; per un anno erano rimasti in contatto, senza vedersi, poi quando si sono rivisti non si sono più lasciati. Pedro, anche a casa, le cantava spesso questa canzone, omettendo una frase che le avrebbe dedicato quando le avesse chiesto di sposarla. L’ha fatto sul letto d’ospedale prima che poi, tutti insieme, l’accompagnassimo in sala operatoria per l’espianto degli organi». Con loro anche i familiari di Pedro, arrivati dall’Argentina, per i quali Cristina era come una figlia.

Un estremo atto d’amore di una giovane innamorata della vita, che rivivrà in coloro cui ha donato parte di sé. «Due suoi organi sono rimasti in Spagna, altri andranno anche in Cina – aggiunge la madre –. Mi aveva detto “Qualsiasi cosa mi dovesse succedere, ho dato il consenso alla donazione degli organi. Se muoio, vado su con i nonni a divertirmi. Non voglio essere sepolta in un cimitero, ma cremata e ognuno dei miei amici spargerà le mie ceneri”. Dove sarò, farete una grande festa. E così sarà. Con le sue amiche e Pedro abbiamo scelto il vestito dell’addio; un abito lungo da regina, come lei avrebbe desiderato, blu (il suo colore preferito). E’ stata benedetta la salma e celebrata una messa a Tenerife (a Castelnuovo probabilmente sabato). Quando Pedro si riprenderà, faranno una grande festa sulla spiaggia e spargeranno le sue ceneri. E’ sempre stata al centro dell’attenzione e anche adesso».

Una cittadina del mondo. «Aveva tantissimi amici in diversi Paesi; ci stanno arrivando tantissimi messaggi da Castelnuovo e da altre parti del mondo, ringraziamo tutti per la vicinanza – prosegue la madre –. Anche i suoi effetti personali resteranno ai suoi amici e gireranno con loro. Ovunque andava condivideva appartamenti con altre persone, con cui rimaneva in contatto. A 18 anni aveva fatto un’esperienza a Miami per imparare l’inglese, aveva fatto da sola il Cammino di Santiago, aveva vissuto per un periodo in famiglia in Spagna per imparare lo spagnolo, poi a Dublino dove ha seguito diversi corsi. Si occupava di armocromia e collaborava con sua sorella, ma in passato aveva fatto diversi lavori (cameriera, aveva lavorato anche alla Saati e alla Canepa, per un periodo anche la manager ma aveva lasciato dopo essere stata costretta a licenziare persone). Era vulcanica e creativa».

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