Cronaca / Olgiate e Bassa Comasca
Sabato 07 Febbraio 2026
Era ai domiciliari, ma spacciava lo stesso: arrestato
Rodero Insieme al padrone di casa fermato anche un acquirente
Rodero
La Polizia di Stato di Como, nel pomeriggio di ieri, ha arrestato in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti un 50enne italiano di Rodero, già condannato per reati concernenti lo spaccio di droga; arrestato insieme a lui, con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio, un 34enne italiano di Arcisate (VA), anche lui con precedenti specifici.
I poliziotti della Squadra Mobile di Como aveva puntato la loro attenzione sull’uomo di di Rodero il quale, nonostante la condanna per spaccio ottenuta nel 2024 e a causa della quale era stato posto ai domiciliari con licenza di uscita oraria, aveva ancora in essere una fiorente e continua attività illecita dello stesso tipo.
Infatti, i servizi di monitoraggio dell’abitazione dell’uomo e i suoi pedinamenti per strada, hanno permesso di acquisire una serie di indizi e riscontri confermando i sospetti iniziali. L’abitazione di Rodero è stata considerata dagli agenti della mobile come abituale punto di rifornimento di tossicodipendenti provenienti prevalentemente dalla confinante Svizzera mentre, le vie del paese, erano diventate i luoghi di incontro per gli scambi brevi mano della droga.
Una volta documentata tutta l’attività, i poliziotti, ieri, dopo l’ultima consegna hanno deciso di intervenire, dapprima fermando un’auto con a bordo il 34enne di Arcisate, ritenuto acquirente abituale dell’uomo trovandogli addosso un etto di hashish, 3 grammi di marijuana e 6 grammi di cocaina e, successivamente, procedendo a perquisire l’appartamento del 50enne di Rodero. Con l’aiuto di un cane antidroga della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso, gli sono stati trovati 11 grammi e mezzo di cocaina e circa 6,500 euro in contanti, ritenuti il provento delle vendite della droga.
Entrambi sono stati portati in Questura e in base alle responsabilità a loro attribuite, ai loro precedenti penali specifici e l’assenza di lecite attività lavorative, che avvalora l’ipotesi che lo spaccio della droga possa essere l’unico loro sostentamento economico, sono stati arrestati e portati al carcere di Como.
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