In casa c’erano altri due chili di esplosivo

Il caso. Il giovane di Appiano è accusato della fabbricazione del petardo artigianale, ma per ora non delle lesioni. Nello scantinato il materiale per confezionare i “botti”. Stabili le condizioni del quindicenne che ha perso la mano

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Appiano Gentile

Fabbricazione di materiale esplodente: è questa l’ipotesi di reato su cui per il momento stanno lavorando i carabinieri della stazione di Fino Mornasco nell’ambito dell’indagine nata dal grave fatto di cronaca avvenuto nella notte di lunedì primo giugno, quando un grosso petardo pare di fabbricazione artigianale è esploso nelle mani di un quindicenne lesionando in modo irrecuperabile la mano.

Il giovane, residente a Solbiate con Cagno, è ricoverato in ospedale al Sant’Anna e il quadro clinico è stabile, con la prognosi che è tenuta strettamente riservata. Il ragazzo, al momento dell’esplosione che è avvenuta nei pressi del capo di calcio comunale di Villa Guardia, era in compagnia di un altro ragazzo di 18 anni residente in paese, che aveva subito chiesto aiuto. Non era stato quest’ultimo tuttavia a fabbricare il petardo, ma in realtà un terzo amico che non era presente alla deflagrazione del petardo ma che nella mattinata di martedì ha ricevuto la visita dei carabinieri e anche degli artificieri.

La ricostruzione

È quest’ultimo, infatti, che vive ad Appiano Gentile, ad essere stato denunciato alla procura per i minorenni di Milano per l’ipotesi di reato sopra ipotizzata. Al vaglio della procura minorile ci sono comunque anche le lesioni anche se per il momento non sono formalmente contestate.

Nel corso sempre della giornata di martedì, i carabinieri hanno anche effettuato la perquisizione nello scantinato di Appiano Gentile in uso al padre (sotto sequestro), dove si desume trascorresse del tempo il ragazzo. Qui i militari hanno trovato un vero e proprio laboratorio che si presume venisse utilizzato per confezionare i petardi. Nelle mani dei carabinieri, sono finiti circa due chili di polveri e miscele chimiche esplodenti, oltre ad altro materiale che si ritiene venisse utilizzato per creare i botti. Tutto è stato anche campionato e inviato ad un apposito laboratorio per essere analizzato più nel dettaglio.

Le indagini

Nel corso di queste attività, la strada dove si trova la casa frequentata dal diciassettenne – che tra poche ore diventerà maggiorenne – è stata interdetta alle auto e alle persone e questo per motivi di sicurezza, con sul posto anche i vigili del fuoco. Il bilancio della giornata è stato appunto quello che ha portato alla denuncia del giovane che avrebbe fornito agli amici il petardo che è poi esploso nelle mani del quindicenne.

Le attività dei carabinieri sono tuttavia ancora in corso per capire cosa sia accaduto nella serata, nel campo sportivo di Villa Guardia, visto che comunque il diciassettenne non era presente sul posto. Ad accendere il petardo, quando erano le 23 della sera, sarebbe stato il ragazzo poi rimasto ferito mentre l’amico diciottenne non sarebbe stato investito dall’esplosione, rimanendo illeso. Un botto potentissimo che ha provocato danni gravissimi al giovane ora ricoverato al Sant’Anna.

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