Medici di base, si cambia ancora: «Questo turnover crea solo disagi»

Olgiate Comasco Ennesimo avvicendamento tra dottori, con pazienti che non hanno più riferimenti. Simone Moretti: «I professionisti di una volta erano stanziali, serve maggiore stabilità»

Non c’è fine al turnover dei medici di medicina generale, altro avvicendamento. Nell’ambito costituito dai Comuni di Olgiate Comasco e Lurate Caccivio da questa settimana ha preso servizio la dottoressa Miriam Leoni, con incarico annuale, in sostituzione della collega Elisabetta Lanza che dopo tre mesi ha rinunciato a proseguire l’attività in città. Era subentrata a luglio al dottor Adriano Lamperti (1.750 assistiti), ultimo di una lunga serie di medici storici di Olgiate andati in pensione. La dottoressa Lanza, benché fosse apprezzata dai pazienti, ha scelto di andare a esercitare nell’ambito di Albiolo, Cagno e Solbiate, dove avrà la possibilità di utilizzare a titolo gratuito gli ambulatori comunali.

La situazione

«Non entro nel merito delle scelte personali e professionali, dico semplicemente che non deve essere ridotto tutto soltanto all’aspetto economico. Oggi un medico che inizia si trova con molti più pazienti rispetto a una volta e quindi parte già da una base più solida – dichiara il sindaco Simone Moretti - Una volta c’erano meno ambiti e più medici, adesso è l’opposto. Sarebbe auspicabile che, in un momento di carenza di medici di famiglia, ci fosse un po’ più di stabilità per evitare continui avvicendamenti. Non si è affrontato a monte il problema oggettivo di una intera generazione di medici storici che sarebbe andata in pensione nell’arco di pochi anni. Il turnover non aiuta a fidelizzare i pazienti; se ogni tre mesi si cambia medico non si riesce a instaurare quel rapporto di fiducia fondamentale verso la persona a cui affidiamo la nostra salute. Un continuo turnover è devastante, crea disagi».

In quattro anni hanno lasciato il servizio sei medici: Gregorio Pecco, Fabio Bianchi, Mario Bernasconi, Luigi Pina, Giuseppe Borghi e Lamperti. Rispetto agli storici otto medici, ora Olgiate ha un medico di famiglia in meno poiché il dottor Pecco, in pensione dal giugno 2019, non è stato sostituito e i suoi pazienti ripartiti sugli altri.

«La differenza sostanziale tra i medici di una volta e la nuova generazione è che un tempo i dottori rimanevano per anni, erano stanziali. In passato, a Olgiate, mettevano radici, investivano in una casa con ambulatorio – osserva Moretti – Se oggi la normativa porta a lavorare in gruppo, si orientino su studi dove possano condividere costi, servizi e personale amministrativo che possa alleggerire l’eccessivo carico burocratico. Se avessi un ambulatorio comunale non lo darei gratuitamente, ma a prezzo calmierato, avendo cura di mettere a disposizione uno spazio adeguato sia per i pazienti che per i medici che devono essere messi nella condizione di poter lavorare al meglio».

Villa Peduzzi

Nel 2024 saranno disponibili tre ambulatori medici in villa Peduzzi per la presa in carico dei pazienti cronici. Il primo piano della storica villa è stato assegnato alla Cooperativa Medici Insubria per sei anni (eventualmente rinnovabili) a un canone di affitto di 45mila euro annui. «E’ un ottimo servizio la possibilità di avere tre ambulatori – conclude Moretti - dove all’occorrenza ci sia sempre qualcuno che possa dare una risposta al bisogno».

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